Lo scorso anno, di questi tempi passavo molto tempo con lui.
Mi veniva a trovare al lavoro, si fermava a chiacchierare , mi raccontava di come procedevano i preparativi del suo presepe. Quello che stava realizzando era davvero originale, la capanna e le casette erano dei trulli.
Per costruirli stava usando scarti di legno regalatogli dal falegname del quartiere, li tagliava in piccoli segmenti e li incollava con maestria uno sull'altro.Un giorno arrivò con un regalo, una piccola capanna a forma di trullo, dicendomi :Questa è per te !
Vittorio, aveva molto tempo da quando era in pensione, lo passava crescendo le nipotine e dedicandosi ai suoi hobby. Non aveva avuto una vita facile, tanti sacrifici, e purtroppo ultimamente tanti problemi fisici, ma la vita non lo aveva piegato, prendeva tutto con entusiasmo, sempre pronto a cogliere l'occasione che gli si presentava davanti, fosse stata una gita, o una passeggiata in centro,piuttosto che una serata da passare coi suoi cari.
Amava vivere, ma non si accontentava.
Quando l'ennesima malattia, molto grave , si presentò, mi permessi di dirgli, di non affrontare l'ennesimo tavolo operatorio, c'erano troppi rischi. Ma lui col sorriso sulle labbra mi rispose che vivere e non poter godere di quel poco che finora aveva avuto, non gli interessava, meglio morire in sala operatoria se era destino.
Non morì in sala operatoria e nemmeno per l'infarto sopraggiunto pochi giorni dopo, morì dopo mesi di sofferenza senza quel sorriso che ero abituata a vedere.
Lo sto pensando intensamente da quando ho tirato fuori gli addobbi di Natale.La sua capanna l'ho sistemata su una mensola della cucina, passo e rivedo il suo sorriso.
Chissà forse ora passeggia e fa il presepe insieme agli angeli .
Ciao Vittorio.
