io vivo in un mondo pieno di gente che finge di essere quella che non è, ma quando parlo con te sono come voglio essere

martedì 9 ottobre 2012

Prevenzione ( anti infarto nel caso il medico fosse uomo)

È appena passato da casa il presidente dell'associazione donatori di sangue a cui sono iscritta, l'associazione ha fatto un regalo a tutte le donatrici.
Un Mobile-camper della LILT ( lega italiana per la lotta contro i tumori) sarà a nostra disposizione per effettuare in modo del tutto gratuito una mammografia, unico costo la tessera d'iscrizione annuale alla LILT (penso intorno ai 10 euro).

Avevo giusto pensato di farla, una vera fortuna!

Mi chiedo che reggiseno dovrò mettere? Sulle mutande non avrei dubbi, come insegnano le nonne e le vecchie zie per andare dai medici o in ospedale bisogna usare le mutande bianche, ma sui reggiseni non mi risulta si siano mai pronunciate.

Voi ne sapete qualcosa?


domenica 7 ottobre 2012

Vite malate




L'immagine appartiene a Roscio, gentilmente rubata



L'ho odiato dal primo momento in cui l'ho visto.
Avrei voluto non tornare a guardarlo per non dargli la soddisfazione di sentirsi forte, per non fargli capire che in realtà sentivo che a guardarmi fosse lui.
Non era solo un quadro quello che mi si parava davanti, era un demone dei più spietati, avevo difronte il Darvio.
L'avevo comprato da due mesi, giaceva ancora incartato in un angolo della mia cantina, aspettando che fossi pronta per la mia guerra.
Ed ora ero pronta.
Mentre scendevo lentamente per le scale della cantina, sentivo il vento gelido scuotere i pini del mio giardino, l'inverno era arrivato troppo presto quest'anno, portando con sé tutte le malinconie e i dolori del passato.
Sentivo il cuore battere all'impazzata come stesse facendo a gara con i polmoni in una ricerca spasmodica di aria.
La discesa sembrava interminabile, rabbrividii quando i miei piedi nudi toccarono il pavimento umido, camminavo come un automa con gli occhi puntati sul quadro ancora incartato.
Mi avvicinai lentamente, le mani tremavano impacciate sullo spago che teneva ferma la grossa carta dell'imballaggio, non so come mi ritrovai un coltello in mano, lo usai, con gesti precisi feci saltare lo spago che cadde arricciandosi ai lati.
Sentivo un dolore allo stomaco, mi fermai un attimo  prima di strappare con un gesto improvviso la spessa carta da pacchi - eccolo davanti ai miei occhi.
Il dolore allo stomaco, come un pugno nodoso che risale attraverso la cassa toracica fino ad arrivare alla gola; esplode, vomito bile.
Tossisco in cerca di aria, cerco di alzarmi, un dolore martellante mi annebbia la vista - ci rinuncio - resto seduta nel mio vomito prigioniera di Darvio.
Lo guardo consapevole di non poter più sfuggire, avevo sei anni la prima volta che ho sentito la sua presenza in quella stanza che doveva essere il mio rifugio sereno, tredici quando ho scoperto che quella stanza non aveva nessuna parete per proteggermi, sedici quando il mio mondo sarebbe stato sempre rinchiuso in quella stanza anche se vivevo in un deserto.
Dovevo distruggerlo, afferai il coltello e lo colpii con tutta la forza che avevo, guardai sconvolta il risultato, la tela era intatta, riprovai con più forza ma nonostante il rumore, come se avessi colpito la membrana tesa di un tamburo, la tela resistette.
Presa da un raptus violento iniziai a vibrare colpi cercando di dilaniarla, non so dopo quanto tempo caddi a terra esausta.
I capelli fradici di sudore cadevano inerti appiccicati alla fronte, sentivo puzza di bestia ferita ma non proveniva dal quadro, proveniva da me.
Darvio ero io, non il quadro, se volevo liberarmi di lui dovevo farlo uscire da me.
Presi il coltello con mani tremanti, e mi procurai una ferita sul dorso del braccio, sul quadro come per incanto apparve una piccola crepa sugli strati di pittura rappresi e marmorizzati dal tempo. Un'oscura sensazione prese il posto della mia ragione, dopo un tempo che non so quantificare, mi guardai il braccio,  grondava sangue tanto da aver formato una pozzanghera scura e viscida sul pavimento, ma lui era ancora lì, lo sentivo strisciare dentro di me come un serpente ammaliatore, mentre la tela cedeva, lui  nell'estremo tentativo di salvarsi cercava rifugio negli anfratti più nascosti del mio essere.
Oramai era troppo tardi per fermarmi, continuare a vivere in simbiosi con lui non era più possibile, il sudore mi colava negli occhi - con un gesto meccanico mi pulii la faccia col dorso del braccio - il sangue mi imbratto il viso colandomi sulle labbra e procurandomi uno spasmo inconsulto che mi squassò il petto, le lacrime mi rigavano il volto mentre alzavo il coltello per conficcarmelo nel cuore.
E poi la visione della salvezza balenatami in testa come il frame di un vecchio film, vidi il coltello cambiare direzione e puntare sul polso come una mannaia , uno, due, tre, quattro colpi, mi gettai sul polso col peso del mio corpo per spezzare l'osso e poi finire di tagliare gli ultimi brandelli di pelle col coltello che avevo ancora saldamente in mano.
Guardai quella che era la mia mano sinistra giacere in una pozzanghera di sangue che si andava sempre più allargando, la raccolsi, la bagnai ancor di più in quel vivido rosso vermiglio, che presto sarebbe diventato nero come per magia, e la stampai sul quadro a sigillare quella stanza la cui finestra non si sarebbe mai più aperta.



Questo post partecipa all' EDS spousev della donna camel

Altri impavidi partecipanti:

Maimà
Hombre
Dario
Pendolante
Melusina
Hombre (quello serio)
Melusina 2
Maimà 2
La donna Camel
Pendolante

venerdì 5 ottobre 2012

Creatività low cost

Mentre non facevo niente,  mi sono rinnovata la cucina.

Vi avverto maschi, questo è un post per donne, almeno credo.
In cucina ho un divanetto a due posti comodissimo per aspettare che il cibo finisca di cuocere o molto più spesso che i ragazzi si decidono di venire a tavola quando è pronto.
Il poveretto aveva bisogno di essere ritappezzato, così sono andata al mercato  e ho comprato la stoffa.
Alla modica cifra di dieci euro ho comprato una pezza 3 x 3 con cui ho rivestito il divano, i cuscini copri sedie, due cuscinetti, e un tappetino per la tavola, mi è avanzata ancora stoffa, con cui penso di farci delle presine e col resto qualcosa mi verrà in mente.



















La bordura del tappetino, l'avevo in casa da anni, finalmente ha trovato il suo posto.









Quell'affare al centro del tavolo è una creazione di mio fratello, è una radica di ulivo in cui una volta ripulita e lavorata ha creato un vano porta bottiglie regalatami a Natale insieme a dell'ottimo vino.

giovedì 4 ottobre 2012

Rinunce, giochi e sollazzi

Che palle!
Si può iniziare un post con questa frase? Tanto oramai l'ho fatto, quindi se in giro ci sono lettori con la puzza sotto il naso e questo incipit non è di suo gradimento ha due scelte, non proseguire con la lettura o continuare      ignorandolo.
Ci credereste che un batuffolino di un anno e mezzo mi sta tenendo lontana dalla spiaggia da giorni?
Oggi poi ha dormito tutto il pomeriggio lasciandomi sola soletta, almeno quando è sveglia giochiamo!
Ieri pomeriggio a parte i soliti giochini stupidi (per gli adulti come me perchè per lei sono super interessanti) ho commesso un errore, le ho mostrato un video di lei piccola.
Bimba - continuava a ripetere, ed io da scema
No bimba, Amalia
Era normale non si riconoscesse, però ha riconosciuto la mamma, a poco a poco il suo faccino si è fatto serio, mentre guardavo il video non mi sono resa conto che stava per piangere, e di colpo la detonazione! È scoppiata in un pianto inconsolabile, continuando a indicare il mio telefonino dicendo:
- Noooooo mammmmaaaaaaa
Forse ha pensato che la mamma fosse andata via con un altra bimba e cosa strana che fosse proprio in quel telefono.
Che palle a volte sembra che il mio cervello si rifiuti di pensare, per fortuna con un giro in groppa al mio cavallo (si legga a cavalcioni su una gamba) pticoppe piticoppe, e la relativa trasformazione magica  da cavallo ad aereo vummmmmm il pianto è cessato per far posto alle risate.
Che palle ancora, perchè ho cercato di pensare all'EDS sulla paura, ma nessunissima idea. Quindi ho chiuso e non ci ho più pensato, se lo scriverò sarà perchè qualche idea mi è venuta a trovare, se aspetta che vado io mi sa che stavolta do buca a LCD.
Forse stasera in un posto lontano da qui succederà qualcosa, un figlio che parla ad un padre di amore, quell'amore che già sul nascere porta mille pensieri e difficoltà, forse sarà duraturo  forse no, ma non importa merita di essere vissuto.
Lo so ogni tanto metto disseminate nei post brandelli di vite a voi sconosciute, apparentemente del tutto decontestualizzate, per me invece c'è un filo logico che mi porta a loro.
È strano a volte quel filo è invisibile anche a me, ma se provo ad allontanarmi troppo ecco che lo sento mettersi in trazione costringendomi dolcemente a seguirlo.
Sinceramente non so se questo filo mi tenga prigioniera  oppure è lui che mi sta conducendo verso a una nuova forma di consapevolezza, come dico spesso e chi mi segue lo sa, non ho fretta di scoprirlo, ne mi pesa il tempo che sarà necessario per farlo.
Bene domani speriamo che ci sia il bel sole di oggi che vado a farmi un bagno, e voi cercate di non prender freddo ;)

mercoledì 3 ottobre 2012

Rehab

(Giannelli su Fiorito)

Colgo l'occasione per dire la mia, che li mettiamo a fare persone come Fiorito, Sallustri, Mora, in carcere visto che non c'è spazio neppure per tenere chi ha commesso crimini violenti?

Per Mora la soluzione per "riabilitarlo" si è trovata, gli fanno coltivare la terra, la trovo un ottima idea finalmente si sporca le mani per un nobile scopo, io aggiungerei almeno per una volta a settimana di lavorare in una mensa per i poveri.

Fiorito lo farei andare a lavorare in una cava di pietre o meglio a scavare carbone in miniera, giusto per fargli capire come si sudano i soldi onesti.

A Sallustri farebbe bene lavorare in una stalla a spalare letame, forse capirebbe che bisogna trattare con rispetto la merda invece di buttarla contro alle persone come faceva lui.

Queste le mie idee voi invece come li riabilitereste?

martedì 2 ottobre 2012

Auguri a te!!

Oggi qualcuno di questo condominio compie gli anni, sinceramente non so se vuole si sappia visto che sul suo blog non ne ho trovato traccia, quindi non dirò chi è.
Ma gli auguri se li merita, magari meriterebbe anche una bella torta offerta dalla community, però non so mica dove fargliela recapitare, dovrà accontentarsi di una torta virtuale.
Mille di questi giorni, spero sia stato un bel compleanno!
Se vuoi leggendo lo dici te a chi è indirizzato questo post, io mantengo i segreti, figurati te che è da mesi che conosco il tuo nome e cognome e manco una volta, anzi una si, mi è scappato di usare il tuo nome di battesimo, ecco magari una specie di regalo te l'ho fatto il tuo anonimato è salvo !
 


La fool sono io sia chiaro...


Miele

Non so che sapore abbia il miele guasto, diventerà amaro o semplicemente sarà meno dolce?
Tu devi essere come il miele, anche non assaggiandoti so già che non avrai scadenza.