io vivo in un mondo pieno di gente che finge di essere quella che non è, ma quando parlo con te sono come voglio essere

domenica 9 marzo 2014

Giallo di provincia

Lunedì -

La lavagna gli ricordava che il menù del giorno era pasta e tonno.
Il commissario Roberti passò mentalmente in rassegna la lista degli ingredienti, si congratulò con se stesso di aver messo all'ultimo momento nel carrello un bel mazzetto di prezzemolo fresco. Anche se non aveva ospiti ci teneva che i suoi piatti fossero perfetti, un ciuffetto di prezzemolo che spuntava tra le pennette rigate dava eleganza e un tocco di allegria.
Mentre aspettava che l'acqua bollisse riempì la ciotola di Moreno, il gatto più grasso e viziato che avesse mai posseduto. Era un miracolo che ogni tanto gli lasciasse usare la parte del divano difronte alla televisione. Pensandoci bene visto il poco tempo che passava in casa era ovvio che il padrone di casa non fosse che lui.

Dopo cena uscì in veranda per fumare l'ultima sigaretta della giornata, come sempre le sue intenzioni erano ottimistiche - una e poi a letto. Ma al solito non fu così.
Al commissario Roberti piaceva dare la colpa alla bellezza del panorama notturno che gli si apriva difronte, alle numerosi lucine  gialline delle case e delle illuminazioni pubbliche accese sulla collina, che sembravano una collana di perle avvolta intorno al collo delle montagne retrostanti. Quella sera c'era la luna, uno spicchio di luce lattea e paglierina che rifrangeva sulle foglie bagnate dalla pioggerella caduta nel pomeriggio.

Pochi anni dietro quel panorama lo aveva condiviso con sua moglie, ma a lei non era piaciuto abbastanza ed era tornata in città. Chiederle se non le piaceva il panorama o se non le piaceva più essere quella con cui volevo condividerlo era stato superfluo.
Moreno intanto non potendo fregargli la sdraio gli si era acciambellato sulle cosce, il suo peso gli ricordò che era ora di andare a letto.

In un piccolo paese la vita va a rilento, tutti conoscono tutti, e tutti sanno tutto di tutti e se  non lo sanno si sentono autorizzati ad inventarlo, tanto possono dire che lo avevano sentito dire. Sembra uno sciogli lingua ma vi sfido a dire che non è vero, il commissario Roberti, lo sapeva bene, la partenza della moglie era stata catalogata in ordine come: gli ha fatto le corna, è scappata con un banchiere, era gravemente ammalata, si è trasferita per lavoro, è andata ad assistere i genitori malati, ma visto che Roberti aveva detto solo - mia moglie ed io non abitiamo più insieme ogni eventualità era possibile.

 Martedì -

 In ufficio era tutto tranquillo, almeno fino alle dieci, quando una telefonata aveva fatto rimbalzare la notizia da stanza a stanza come una eco che in paese c'era un morto.

La morta era Luisa Comacchio, anni 48, nubile, per vivere oltre a piccoli  e saltuari lavori part time faceva la sarta. A trovarla era stata la padrona di casa, tale Maria Turano, che non avendola vista uscire  per comprare il pane, che era solita portare anche per lei era andata nell'appartamento dove aveva rinvenuto il corpo esanime della suddetta.
Alla prima analisi il corpo non sembrava presentare segni di lotta ne ferite evidenti. La vittima era seduta di fronte alla macchina da cucito con la testa accasciata sopra il tavolino.
Il medico legale nel primo esame preliminare ha riscontrato una piccola ferita tondeggiante alla base della nuca.
Mentre il corpo veniva portato via, il commissario e la scientifica iniziarono la proceduta di routine per raccogliere eventuali prove, seguendo alla lettera il protocollo.
La stanza era luminosa e dava sul retro della casa,  tramite una porta finestra si accedeva al giardino. Su un lato c'era un ampio tavolo da lavoro e un asse da stiro, la parete opposta era occupata da due appendiabiti mobili su cui erano impilati gli indumenti dei clienti, accanto alla porta una scrivania con un computer portatile, materiali di cancelleria e un cesto contenenti buste etichettate.  La macchina da cucire e il relativo tavolino su cui era appoggiata erano quasi al centro della stanza, e sul muro opposto erano appesi due calendari.
Luisa, si notava subito era una donna precisa e ordinata, anche se la camera era piena di roba tutto seguiva un ordine preciso. Ad un analisi più approfondita risultò che su uno dei calendari appuntava gli appuntamenti per ricevere i clienti, sull'altro le date entro cui consegnare. Ogni indumento sugli appendiabiti era dotato di cartellino, un rettangolo tagliato con forbici zigzag  da un blocco di post-it gialli, su cui scriveva il nome del cliente e il lavoro da eseguire. Alcuni di questi cartellini recavano oltre i nome un asterisco di cui alla prima analisi sfuggiva il significato.
L'analisi della scrivania e il contenuto del cesto chiarì il significato degli asterischi, Luisa raccoglieva nelle bustine gli oggetti personali che i clienti dimenticavano negli indumenti , persino il collarino bianco del prete, che evidentemente non aveva richiesto di essere imbustato ed etichettato visto che almeno per quello il proprietario era certo.
Nel pomeriggio Roberti iniziò le interrogazioni, per prima la padrona di casa, poi tutti i clienti della giornata segnati sui calendari.

- Signora Turano, la prego si accomodi, devo farle alcune domande. A che ora è entrata stamattina in casa della Comacchio?
- Saranno state le 9.30, era strano che non l'avessi sentita  uscire, di solito la mattina si sveglia presto....È mostruoso ma come è potuto succedere? L'ho toccata pensavo si fosse sentita male... ma poi ho visto gli occhi sbarrati....io so riconoscere un morto sa? Anche la buonanima di mio marito è morto con gli occhi aperti.
- Mi dispiace. Ieri sera ha sentito  o visto qualcuno entrare o uscire dall'appartamento della Comacchio?
- Ieri pomeriggio sono stata al cimitero, lei era alla finestra che fumava una sigaretta, sono rientrata alle 18 e mi sono preparata la cena in anticipo perchè poi volevo vedere in santa pace il grande fratello su canale 5. Ora che ci penso davanti alla salumeria di Berto ho incrociato la signora Bruno e gli ho fato gli auguri per il matrimonio della figlia che si sposa  dopo domani.
- Che lei sappia la signorina Comacchio aveva fidanzati?
- Non l'ho mai vista con nessuno.. forse quando andava in città dalla sorella qualcuno lo incontrava.. è ...era troppo giovane per stare sola glielo dicevo spesso.
- Grazie signora Turano, per ora va bene così, se le venisse altro in mente non esiti a chiamarmi. Come esce mi fa entrare i signori Bruno per favore?

- Buona sera signori, sul calendario abbiamo trovato segnato il vostro cognome  per una consegna, chi di voi è andato a ritirare ieri sera?
- Sono passato io, erano circa le 17.30.
- Posso chiederle cos'ha ritirato e se ha visto qualcosa di strano mentre era la?
- Ho ritirato i pantaloni, dopo domani si sposa  nostra figlia. No, non ho visto niente di strano.
- Signora Bruno, mi risulta che lei verso le 18 era sotto casa della vittima, cosa faceva?
- Ho citofonato alla Luisa, per chiedere se mio marito era già passato, non volevo se ne dimenticasse visto che deve essere tutto perfetto per le  nozze.
- Quindi lei non è entrata in casa?
- No.
- Grazie, per ora può bastare, tenetevi  disponibili nel caso avessi bisogno di farvi altre domande. L'agente Salemme vi prenderà le impronte, è una procedura di routine mi dispiace...
Con passi rigidi e senza guardarsi i coniugi Bruno lasciarono  l'ufficio del commissario, forse organizzare i matrimoni comporta stress  ed ansia di certo quei due sembravano seduti sulle spine.

Poco dopo l'agente Salemme arrivò con il risultato dell'autopsia, la vittima era stata uccisa con un oggetto non bene identificato, lungo e sottile, verosimilmente metallico. Tale oggetto era stato conficcato con violenza nella nuca all'altezza della prima vertebra cervicale, fino a raggiungere il midollo spinale. La vittima vista la natura del colpo non aveva avuto modo di muoversi e  parlare, per via della paralisi quasi immediata causata dal colpo, morendo subito dopo per emorragia interna. L'arma non era stata rinvenuta sul luogo del delitto.

- Agente Salemme, dove sono le foto della vittima che erano nell'appartamento? Me le porti ho avuto un intuizione.
- Eccole commissario, cosa cerchiamo? -
- Una foto in cui la vittima aveva i capelli sollevati sulla testa.
- Questa?
- Si, proprio questa.... vede quel fermaglio? È uno spillone per capelli, sembra  di metallo - Penso che abbiamo trovato l'arma del delitto, ora sappiamo cosa cercare, tornate all'appartamento e setacciate tutta la casa e il giardino, guardate ovunque, anche nei cassonetti di tutto il paese, voglio quello spillone.

Alle 17.30 mancava di ascoltare solo padre Oreste, che non era stato convocato in questura per una questione di rispetto, Il commissario ne approfittò per uscire dall'aria viziata dell'ufficio. Salì in macchina e inserì il vecchio cd dei Beatles, Here comes the sun partì regalandogli la solita leggerezza in cui magicamente i pensieri si perdevano.


Padre Oreste era arrivato in paese un anno fa, aveva un aspetto florido e rubicondo, e forse per via di tutta l'adipe che aveva in corpo era perennemente accaldato. Da dietro gli occhiali con la montatura in tartaruga, lanciava sguardi indagatori ed indulgenti, spesso non diretti alla persona che aveva difronte, ma quasi rivolti verso i misteri dell'universo.
Si era dato una missione - avvicinare alla chiesa tutte le anime perse, anche se dopo un anno le persone che ascoltavano messa erano sempre le solite che aveva trovato quando era arrivato. Il resto del paese entrava in chiesa frettolosamente dirigendosi alla cripta del santo per un saluto o una preghiera prima di ritornare alle più pressanti attività quotidiane.
Il commissario lo trovò inginocchiato a pregare davanti alla cappella degli ex voto. Si sedette discretamente in disparte su una panca, lasciando vagare lo sguardo nella navata e in special modo alla cappella che conteneva di tutto, dai fiori alle lettere, da occhiali ad apparecchi acustici, fermagli, tutori e bouquet di nozze e persino dei ciuccetti da neonato.
Don Oreste, finite le sue preghiere, andò a sedersi accanto a lui.
- Buffo come le persone manifestano la loro fede vero? Ma ogni via è quella giusta per arrivare a Lui.
Il commissario non sapendo bene cosa rispondere, accennò un sorriso e venne al motivo che lo aveva condotto lì.
- Padre Oreste, cosa aveva portato alla sarta?
- Avevo portato la tunica per fare rinforzare i bottoni, sa non ha tasche per cui anche per prendere una penna o il telefono sono costretto a slacciarli più volte, per forza di cosa dopo un po' hanno bisogno di essere aiutati a tenersi su.
Ma mi dica ci sono novità sulle indagini?
- Ancora niente di rilevante, purtroppo.
- Capisco, povera anima, spero che riuscite a farle giustizia al più presto. Mi segua in sacrestia devo prepararmi per la messa.
Don Oreste, si sfilò il collarino romano che ripose in un cassetto, si sbottonò l'abito sotto cui rivelò un pantalone classico e una camicia a scacchi orribile che se fosse stato possibile lo faceva sembrare ancora più grasso, Il commissario Roberti convenne che era uno di quei tipi a cui l'abito talare regalava un tocco in più. Finite le domande necessarie lasciò la chiesa, dirigendosi a casa, aveva fame, per una volta non avrebbe seguitò il menù settimanale - aveva voglia di spaghetti  aglio olio e peperoncino.

Mercoledì-

Mezzo paese era stato invitato alle nozze, per le strade le macchine tirate a lucido per l'occasione lasciavano intravedere gli invitati avvolti in abiti eleganti che sarebbero presto finiti nel fondo dell'armadio, per essere tirati fuori in occasioni festaiole future, ma mai e poi mai ad un altro matrimonio, si rischiava di passare per squattrinati. Sono le piccole regole non scritte che il commissario Roberti aveva imparato dalle conversazioni tra la ex moglie e le signore pettegole che a volte per cortesia erano costretti ad ospitare.

In mattinata la scientifica gli aveva fatto pervenire i risultati delle impronte digitali, c'era un riscontro forse la soluzione del caso era vicina.
Aspettò la fine della cerimonia, in cui padre Oreste diede il meglio di se stesso con un omelia toccante e allegra allo stesso tempo, ma interminabile, non era cosa di tutti i giorni avere un pubblico così vasto per una sua messa e il buon prete ne approfittò. Quando dichiarò - la messa è finita andate in pace- per poco non scoppiò un applauso di sollievo.
Il ricevimento in compenso fu discreto e breve, i piccioncini avevano un aereo che li aspettava per la luna di miele. Era il momento di intervenire. Il commissario benchè impaziente di fare il suo lavoro non avrebbe mai rovinato a quella giovane coppia il giorno più bello della loro vita, sarebbero di certo arrivati giorni peggiori, il matrimonio, lo sapeva bene, quasi mai è quell'oasi felice che tutti immaginano il giorno del fatidico si. Del resto il suo assassino non sarebbe andato da nessuna parte, almeno fino a quando era in corso la festa.

Con discrezione si avvicinò alla signora Bruno e la pregò di seguirlo in questura.
 - Cosa sta succedendo? Il signor Bruno notando il commissario si era avvicinato allarmato.
Al commissario bastò uno sguardo per capire che la domanda era retorica, il marito sapeva tutto.  La signora Bruno intanto aveva iniziato ad unire lacrime nuove a quelle versate durante il matrimonio, solo che adesso erano di diversa natura. Lo sguardo che lanciò al marito era un insieme di rabbia, stupore e incredulità.

L'interrogatorio per entrambi fu lungo e  inconcludente, ogni ora Roberti e Salemme si davano il cambio nelle due camere e si aggiornavano rispettivamente sulle rispettive versioni.
Alle 2 di notte si cominciava daccapo per l'ultima volta.
- Allora signora Bruno ricominciamo
- Verso le 18 sono andata a casa di Luisa, avevo scoperto che aveva una relazione con mio marito, volevo dirle di stargli lontano, almeno fino al matrimonio perchè non volevo che rovinasse la vita a mia figlia.
Sono entrata e abbiamo litigato, mi ha promesso che avrebbe lasciato in pace mio marito. Le ho detto che doveva dirglielo quando sarebbe passato a ritirare il pantalone, per questo motivo non ho accettato la busta in cui me lo aveva preparato per portarlo via.
- Poi cos'ha fatto?
- Sono andata via, ma arrivata a casa ho ricordato che avevo lasciato le chiavi sulla scrivania di Luisa e sono tornata indietro. La porta di Luisa era aperta e sono entrata,  l'ho vista, sembrava una bambola di gomma, non respirava, ho capito che era morta. Ho cercato le chiavi e non le ho trovate, allora ho preso la busta con i pantaloni di mio marito e sono tornata a casa.
- Perchè ha preso i pantaloni?
- Gli servivano per il matrimonio, e poi così nessuno avrebbe potuto collegare mio marito a quella stanza...
- Cosa vuole dire?
- Mentre andavo la prima volta verso casa ho intravisto mio marito andare nella direzione della casa di Luisa...e poi le mie chiavi non c'erano...lì per li non ho pensato più di tanto, però quando sono tornata a casa e ho visto le mie chiavi appese al solito posto ho avuto la conferma che era stato lui ...


Signor Bruno ripetiamo ancora per l'ultima volta.
- Avevo una relazione con Luisa, quel giorno sono arrivato da lei alle 17.30, stavamo per...per fare l'amore, quando mia moglie ha citofonato, sono uscito dal retro attraverso il giardino, dicendole che sarei tornato tra mezzora circa...sa volevo...ero eccitato lei mi capisce vero?
- Dov'è stato nel frattempo?
- Ho fatto un giro in macchina, mi sono fumato qualche sigaretta e poi sono ritornato indietro.
- Che ora erano?
- Sarà passata una mezzora, penso le 18.30. Luisa era già morta.. non ho potuto fare niente.
- Perchè non  ha chiamato la polizia?
- L'avevo lasciata con mia moglie...lei non capisce non potevo....c'era il matrimonio....ho visto le chiavi le ho prese e sono andato via.
Sono tornato a casa ho messo le chiavi al solito posto e sono andato a fare la doccia. Nè io nè mia moglie durante la sera abbiamo parlato anche perchè uscito dalla doccia ho visto il pantalone dell'abito nuovo steso sul letto.....Era un modo subdolo per farmi capire? Ancora me lo chiedo....Ma anche io avevo rimesso a posto le sue chiavi come niente fosse... In quel momento la odiavo con tutto me stesso, ma non potevo permettermi di fare nulla almeno fino a dopo il matrimonio.


- Bel casino commissario, la moglie accusa il marito e il marito la moglie!
- Teniamoli in stato di fermo, non abbiamo prove certe, almeno fino a quando non troviamo l'arma del delitto, sperando che ci siamo sopra le impronte dell' uno o dell'altro.
- Senta commissario, non potrebbero essere complici nel delitto?
- Oppure Salemme, essere entrambi innocenti.
- Che ora abbiamo fatto?
- Le 4 commissario.
- Andiamo a dormire domani continuiamo.

Giovedì-

Alle 6 il commissario Roberti scostò le coperte, accese una sigaretta, e riprese mentalmente a ricostruire l'intero caso. In questi casi la cosa migliore era uscire e camminare per le vie ancora deserte del paese. Le luci gialle dei lampioni ancora accesi, perdevano man mano di intensità con l'aumentare della luce che una nuova alba regalava al mondo.
Qualcosa gli sfuggiva ma non riusciva a metterlo a fuoco. Doveva pensare, pensare, pensare....Oppure cercare di mettere a tacere tutti i sospetti e ricominciare daccapo.
Il buongiorno della signora Turano che si recava in chiesa per la prima messa lo fece sobbalzare, intanto il paese iniziava a svegliarsi, ognuno immerso nelle proprie faccende tranne lui che per lavoro aveva dovuto occuparsi di quelle degli altri, mettendo da parte le proprie, matrimonio compreso. Entrò anche lui in chiesa in cerca di un posto tranquillo prima di ricalarsi nel turbinio dell'ufficio.

Padre Oreste pregava davanti la cappella degli ex voto, gli si avvicinò e aspettò che finisse.
- Buongiorno padre
- Commissario! Buongiorno cosa fa qui tanto presto?
- Avevo bisogno di un posto tranquillo
- Capisco, è nel posto giusto, qui nessuno la respingerà mai, in chiesa tutti sono al sicuro, abbracciati dal grembo materno della vergine, che non respinge , ma accoglie tutti.
- Mi stavo chiedendo, padre Oreste, che fine fanno tutti gli ex voto, mi pare che siano aumentati dalla prima volta che li ho visti.
- Abbiamo un accordo col sindaco, ogni prima domenica del mese, manda un furgone a ritirarli, per portarli direttamente in discarica, ovviamente prima vengono benedetti.
- E lei ora li sta vegliando?
- Non capisco...
- Sa mi sono chiesto dove l'assassino potesse aver nascosto l'arma del delitto, non c'è posto migliore che metterlo dove tutti possono vederlo o dove non si aspettano di trovarlo...
- La signora Bruno è venuta in chiesa martedì per confessarsi...
- Dubito che sullo spillone troveremo le impronte della signora Bruno, non ha ucciso lei Luisa. C'erano delle prove nell'appartamento di Luisa che avevo sottovalutato, in seguito anche se avrei potuto dare una spiegazione al tutto e risolvere il caso non sono riuscito a fare combaciare il tutto ma ora è chiaro e penso che lei mi aiuterà a spiegarmi il resto.
Nell'appartamento di Luisa sulla scrivania c'era un collarino romano, ora cosa ci faceva lì un collarino? Non poteva essere rimasto attaccato al suo posto alla tonaca, poichè per sfilare la tonaca bisogna prima toglierlo, come le ho visto fare in sacrestia, non poteva essere rimasto neanche in una tasca poichè come lei stesso lamenta non ve ne sono. L'unica spiegazione è che lei non ha portato nessuna tonaca a riparare, ma l'aveva addosso  e che in un momento di concitazione, si sia levato il collare perchè come al solito aveva caldo.
- Bravo commissario, ora mi posso liberare di questo peso. La carne è debole... mi ero invaghito di Luisa, avevo tentato di avvicinarla alla chiesa ma lei non voleva fare entrare il signore nella sua vita, era una peccatrice.
Quella sera la stavo spiando da dietro la siepe, era con Il signor Bruno, dalla finestra li ho visti baciarsi, poi lui è uscito ed è arrivata la moglie, hanno litigato ed è andata via. Sono entrato dal retro, le ho detto che era una peccatrice, una che rubava i mariti alle altre mentre rifiutava il mio amore e l'amore glorioso di Dio, si prese gioco di me, mi rise in faccia e mi invitò a lasciarla in pace. Ero fuori di me, avevo caldo, sentivo nella testa voci che mi dicevano di salvarla, lei si era seduta alla macchina da cucito, e mi dava le spalle. Le ho sfilato quello spillo che le teneva su i capelli e con violenza l'ho piantato nel collo. Sono uscito senza voltarmi indietro a guardare, solo quando sono arrivato in chiesa mi sono reso conto di avere in mano ancora quel coso....

Questo racconto, venuto fuori troppo lungo partecipa all'Eds Giallo, partorito dalla diabolica Donna Camel.

Partecipano anche :
 Dario
Melusina
Angela
Hombre prima parte, seconda parte, terza parte
Pendolo
Pendolante prima parte, seconda parte, terza parte
Dario 2
La donna Camel parte prima, seconda
Calikanto
Gabriele
Gordon
Pendolo









23 commenti:

  1. Ma pensa un po', sembra che tu non abbia mai fatto altro nella vita!

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  2. Ma cavolo, che abilità. Mi hai davvero sbalordita, complimentoni ragazzaccia.

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    1. Grazie, la più sbalordita sono io!

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  3. Bella tramaccia con colpo di scena
    qualche ingenuità è nel tuo stile e hai un sacco di idee buone, che... ad averne!

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    1. ahahhaah ma che dici le ingenuità sono tutte dei personaggi ;) !
      Grazie.
      Mi piacerebbe sottolineassi le ingenuità ho sempre voglia di migliorarmi, in tutta quella tramaccia qualcosa potrebbe anche non tornare...

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    2. no la trama torna e come.... e l'ingenuità non è sempre un difetto -anzi - la Turano: è comica quando dice che ha capito che la morta è morta: " L'ho toccata pensavo si fosse sentita male... ma poi ho visto gli occhi sbarrati....io so riconoscere un morto sa? Anche la buonanima di mio marito è morto con gli occhi aperti."
      Detta così fa pensare (ma succede mi pare molto più nei film che nella realtà) che si muoia normalmente ad occhi chiusi...
      ora però ti prego di essere altrettanto diretta con me,una prossima volta, se no metto solo commenti di circostanza
      capito mi hai, cara lillina che ci dai la birra con le tue trame!

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    3. :) capito ti ho! Anche se non mi è mai sfiorato per la mente di lasciare un commento tipo :bello, brava ecc ecc se davvero non lo penso, piuttosto non dico nulla.

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    4. un bacio a te e al nonno...ci siamo capitissime

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  4. sono qui per la cura, please
    è molto carino il tuo racconto, finale raccapricciante, meglio non mettersi uno spillo in testa....
    entrambe abbiamo inserito una canzone, ma tu sei riuscita a metterla come link, brava

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    1. Lo spillo in testa si può mettere l'importante è non attaccare bottone coi preti :)
      Mettere una canzone come link è un arduo lavoro :)

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  5. L'ho trovato solo un po' tirato via nell'esposizione di alcuni paragrafi e frettoloso in qualche dialogo, ma costruito con tutti i santi crismi. Potresti curarlo un po' di più forse, accòccolarti accanto a lui una sera a lucidarlo e sgrossarlo, accarezzalo sul pelo ispido della schiena.
    Da considerare che la prova era davvero improba per tutti noi e che la perfidia di TuttiNoiSappiamoChi questa volta aveva raggiunto picchi himalaiani.

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    1. Un commento degno di rispetto! Lo metterò accanto a quello finale che farà TuttiNoiSappiamoChi.
      Vuoi essere il mio correttore di bozze? :)
      Seriamente, è stato un lavoro difficile, e mi rendo conto che il racconto avrebbe bisogno in alcune parti di essere accarezzato un po' di più. Quando scrivo per LDC vado contro la mia natura di essere sintetica e diretta, per me quei dialoghi sono già troppi, tanto per capirci!
      Quando avrò un po' di tempo e pazienza vedrò se riesco a metterci mano. Grazie F.

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    2. Ma grazie di che? Vai così che vai bene.
      Solo Dario riesce a comporre dei gialli di lunghezza ragionevole :) alla faccia di TuttiNoiSappiamoChi.

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  6. Dio bono ma chiamatemi Voldemort e non ne parliamo più :-P

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  7. Al prete non avevo pensato, ma l'indizio lo avevi ben mostrato. Mi piace il mondo che hai creato alle spalle del delitto. È reale, piccolo, meschino. Una bella prova.

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    1. Grazie.
      Ho dovuto studiare per questo eds, sono contenta di aver fatto tesoro di quanto ho letto. Il dover dare al lettore le stesse possibilità dell'investigatore per risolvere il caso ha richiesto un certo impegno, solo nella fantasia o fantascienza chi fa le indagini è dotato di super poteri e risolve il caso quasi con la bacchetta magica, la realtà è altro e lo sappiamo bene.
      Poi il fatto di dover studiare le differenze dei vari collarini ecclesiastici per me semi atea non è poco :)
      Temevo di aver fatto male nell'esposizione della causa di morte...ma il medico tra noi non ha obbiettato, non so se per graziarmi o altro ;)

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  8. "In un piccolo paese la vita va a rilento, tutti conoscono tutti, e tutti sanno tutto di tutti e se non lo sanno si sentono autorizzati ad inventarlo, tanto possono dire che lo avevano sentito dire. Sembra uno sciogli lingua ma vi sfido a dire che non è vero, il commissario Roberti, lo sapeva bene, la partenza della moglie era stata catalogata in ordine come: gli ha fatto le corna, è scappata con un banchiere, era gravemente ammalata, si è trasferita per lavoro, è andata ad assistere i genitori malati, ma visto che Roberti aveva detto solo - mia moglie ed io non abitiamo più insieme ogni eventualità era possibile." :-)

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    1. :-)
      U sacciu, u sacciu... a saputu?

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  9. MILANOCONGLIOCCHIALI16 marzo 2014 15:53

    Era difficile e tu sei riuscita a costruire un ambientazione , un commissario, e un intreccio credibilI e avvincenti. Come suggerisce Hombre limandolo un po' può diventaRE UN RACCONTO PERFETTO.

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    1. Grazie Fulvia, non lo so se riesco ad aggiustarlo mi pare un lavoro difficilissimo, per dindirindina ho dei limiti io!

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  10. Una storia di paese, l'hai reso bene il colore della ristrettezza... Certo non vorrei avere certi "don" a badare alla mia anima... :-(

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Ho messo la moderazione non per censurarvi, ma solo perchè voglio essere la prima a leggere i vostri commenti una sorta di ius primae noctis.
L'ho messa anche perchè siccome non controllo quasi mai le mail, se qualcuno vuole mandarmi un messaggio privato ha la certezza che lo legga, nell'altro caso a volte passa pure un mese prima di...
Ciao a tutti, se non vi piace sappiate che a me non importa un fico secco.