io vivo in un mondo pieno di gente che finge di essere quella che non è, ma quando parlo con te sono come voglio essere

domenica 29 dicembre 2013

H2O


Dove sono finita?
Sepolta in riunioni del comitato di quartiere, in quelle di associazioni di cittadini, in comune a protocollare, o a fare cinque ore di fila per avere una copia dei risultati dell'acqua, che non volevano rilasciare.
In incontri dibattiti in altri quartieri, sempre per questa maledetta acqua non potabile, a cui si aggiungono una miriadi di altri problemi.

E poi ci sono quelli che mi dicono ma chi te la fa fare, tanto non risolvete nulla, in risposta trovo la saggezza di tacere e regalare un sorriso.
Comunque per ora come previsto per legge diminuzione del 50% sulla prossima bolletta dell'acqua, e il sindaco ha dovuto ammettere davanti al quartiere il suo fallimento nella gestione del problema.

Ma siamo solo all'inizio, il problema non è il sindaco e l'amministrazione ma la società che gestisce il servizio idrico della regione.


martedì 24 dicembre 2013

Auguri

Marito: ancora mangi? Sei ingrassata di nuovo
Figlio: non è tanto che mangia è che cucina troppo.
L'altro figlio per fortuna non c'era.
Vabbè buon Natale, bello sapere che non cambia niente.

martedì 17 dicembre 2013

Sorrido e lo ringrazio baci a Kisciotte

Questo commento è troppo bello per lasciarlo sepolto in un vecchio post
Il nostro amico Kisciotte mi dice, ci dice.....

Dopo due mesi e mezzo dal natale giorno successivo di nove mesi e un botto al fatale giorno in cui dai lombi paterni uscì impeto procreativo che eruppe nei certamente non più virginali anfratti materni, ti ringrazio per gli auguri e per poterlo fare sono dovuto riaccedere in modalità K.
L'occasione è gradita per augurare sincera partecipazione ai festeggiamenti per la ricorrenza di una più vetusta gravidanza virginale, sfociata a nascita dopo molti mesi che un cammelliere entrò in una casa a chiedere un bicchier d'acqua mentre il falegname era a comprare le sigarette.
Sgravati di qualsivoglia sarcasmo aspermico, ben più genuini sono gli auspici di buone cose per i prossimi 12 mesi a venire di un tempo che scorre, almeno lui, in un alveo che laicamente decrepita, inesorabile, verso l'ampio, accogliente estuario della morte di noi tutti.
W Silvestro, tortura e sofferenza a Titti

sabato 14 dicembre 2013

Se Pasqua è con chi vuoi Natale è come vuoi

Imparare a dire no è stato difficile, quasi quanto liberarsi delle abitudini, ma al pari di andare controcorrente, mentre tutti remano contro.
Il risultato è ritrovarsi soli, ma deliziosamente in pace con se stessi.

Questo per dirvi che, quest'anno casa mia resterà priva di addobbi natalizi, tranne le luminarie esterne di cui si è sempre preoccupato il consorte.
Nelle ultime settimane la domanda di rito è se ho fatto l'albero, quando dico che non lo farò, la prima reazione è restare stupiti  poi partano le esortazioni a farlo.
Ascolto, e neanche mi vien voglia di esporre il motivo per cui ho preso la mia decisione.
Era diventata solo un abitudine, qualcosa da fare perchè si usa.
E finalmente quest'anno mi sono risparmiata la fatica di tirare giù scatoloni, con ninnoli e decorazioni, per poi ripetere al contrario il tutto dopo un mese.
Natale?
Per me è il nome di un business, di cene e di pranzi, di persone che per un giorno fingono di essere migliori solo perchè quel giorno vanno a messa. Poco conta che non ricordino neanche se il segno della croce si fa da destra a sinistra o viceversa, l'importante è il gesto dopotutto.
Se entro in una chiesa a volte questo benedetto segno lo faccio anche io, così come mi leverei le scarpe in una moschea o mi inchinerei tre volte davanti a Budda.

Anche se non ho addobbato casa ho dovuto addobbare la nipotina per la recita alla scuola materna.
Una gonnellina per fare la bambolina e un vestito della Madonna.
Non avendo la modella ho messo il velo ad un cagnetto, dita che è troppo blasfemo?






martedì 10 dicembre 2013

Una vita segnata

L'ispettore Cedrone, stava per concludere un'altra delle sue massacranti giornate lavorative.
Ore ed ore passate mettendo a posto vecchi fascicoli dello schedario. Il reato maggiore era il furto con scasso di un forcone dalla stalla dei  Lamberti.
Si era scoperto tuttavia che non era stato un vero e proprio furto, bensì un prestito non autorizzato che si era concesso il nipote.

Scegliere di entrare in polizia aveva salvato Cedrone dalla cattiva strada. Dato che amava combattere, meglio incanalare le energie per una lotta a fin di bene. Questo era stato il consiglio del padre, così era entrato in accademia e aveva ottenuto il suo distintivo.

Aveva sposato la femmina più desiderata del paese e aveva allargato la famiglia. C'era da essere felici e soddisfatti.
Ma gli mancava il brivido, l'adrenalina, l'orgoglio che gli avrebbe fatto gonfiare il petto  se solo nel paesello fosse successo qualcosa di più di un furto di caramelle e cioccolatini al brandy dal negozio di Zio Fefè.

Le sue riflessioni furono interrotte dall'ingresso dell'agente Cinisi.
- Capo, ispettore Cedrone, signore, c'è stato un omicidio. Disse tutto in un soffio, restando inebetito a guardare aspettando ordini.
Cedrone era più agitato di lui, ma il ruolo lo costrinse a mantenere la calma, finalmente aveva davanti un omicidio!

La fattoria Morena si trovava nella periferia nord di Quarto. La strada sterrata che costeggiava il lago, priva di illuminazione rendeva il percorso sinistro. Era una notte buia e nera, neanche uno spicchio di luna o una stella che facesse intuire dove avesse fine la terra e iniziasse il cielo.
I fari della volante squarciavano il nero del bosco dando l'impressione di procedere come attraverso un tunnel. Per uno oscuro motivo Cedrone aveva l'impressione di trovarsi come da piccolo seppellito sotto la coltre di coperte con una torcia a leggere storie horror.

Un gruppo di anime aspettava radunato nella stalla, stringendosi l'uno con l'altra come a sostenersi a vicenda.
La scena del crimine era raccapricciante. La vittima era stata decapitata e parzialmente scuoiata.
La testa giaceva semi immersa in una pozza di sangue, e se non fosse stato per il resto del corpo a poca distanza poteva sembrare che stesse nuotando in uno stagno.
La presumibile arma del delitto, un coltello da cucina, abbandonato in bella vista su un ceppo. Sotto il corpo era stato steso un panno bianco, come a volerlo proteggere dallo sporco del pavimento, ingombro di ogni genere di rifiuti quali paglia, fieno, escrementi e cartacce. Sulle assi del pavimento erano visibili alcuni fori, per la precisione quattro, tutti a distanza regolare.
L'interrogatorio durò per tutta la notte.  Ma già dall'inizio era chiaro che nessuno dei presenti da solo avrebbe avuto la forza necessaria per uccidere la vittima, che era il solo giovane forte ed aitante della fattoria. Il resto dei giovani era partito per la guerra in Gallia, erano rimasti solo le donne i piccoli e gli anziani, e lui, Romeo, che ora era morto.

Tutti i presenti avevano un alibi di ferro, l'indagine procedeva a rilento, restava da interrogare solo il cugino che a detta di tutti era l'unico che faceva abitualmente visita alla famiglia.
Lo chiamavano tutti Al , e non era partito per il fronte perchè ritenuto non idoneo. Al era visibilmente sovrappeso, ma sembrava che tutti fossero felici che così fosse.
L'interrogatorio finì al tramonto, con una piena confessione.
Al Cappone, era cresciuto col destino segnato, una vita in cui tutto era stato deciso dagli altri. Se in ogni buona famiglia c'è una pecora nera, lui era stato l'agnello sacrificale.
Però a volte il destino o il colpo di culo cambia il corso degli eventi. Avrebbe dovuto essere quello senza palle, quello da nutrire e custodire, quello che avrebbe fatto la gioia di tutta la famiglia. Una vita costruita in attesa di quell'unico giorno, il Natale, ma lui aveva altri piani.
Prima di tutto non era vero che non aveva palle, una l'aveva di certo, forse per errore, forse per scelta, ma l'aveva.
Il giorno che scoprì di averla, prese coscienza che la sua vita poteva essere diversa, ed iniziò a lavorare per cambiarla.
Decise di ingrassare più del necessario, e quale metodo migliore che mangiare  dolci? Il negozio di zio Fefè era ben fornito di cioccolatini e caramelle.
Aveva fatto credere a tutti di essere asessuato, e questo naturalmente è stata la cosa più difficile da fare, specialmente quando andava a far visita ai Morena e vedeva Paolina.

Ieri aveva deciso che il tempo di agire era arrivato, Natale era oramai alle porte. Aveva preso il forcone dalla stalla degli zii Lamberti e aveva teso un agguato a Romeo.
Se gli zii avessero avuto carne fresca per la cena di Natale, non avrebbero ucciso anche lui.
Nascere gallo ed essere castrato per diventare cappone è un destino crudele. Ma con Al qualcosa durante l'operazione andò storto facendo si che una palla si salvasse.
Se poi gli è servita per fare goal o autorete sarà la giuria a stabilirlo.


Questo raccontino partecipa all'eds Nero di Natale lanciato dalla donna Camel.

Altri partecipanti

Hombre
Dario
Leuconoè
Melusina
Pendolante
Kermit
Effe
Cali Kanto




mercoledì 4 dicembre 2013

E poi un giorno di dicembre

E poi una sera di dicembre, torni a casa dopo un giorno passato dagli zii iniziato alle 6, e trovi postata nella bacheca di un amico una foto.
La stessa foto che tra una faccenda e l'altra, nelle pause sigaretta avevi ammirato dal vivo.

È stato il giorno dell'apertura della campagna salami &co per la mia numerosa famiglia, il giorno in cui i bambini che guardano Peppa Pig in tv, capiscono che dal maiale vero, viene fuori la carne, e la salsiccia, e il prosciutto che trovano nel piatto.
Non c'è tristezza per loro tranquilli, solo la consapevolezza che i maiali non sono quelli dei cartoon, non parlano, non ridono, non fanno nulla di quello che vedono alla tele.

Un giorno benedetto dal sole, dopo piogge e vento.
Un giorno in cui l'amico di Reggio calabria, ti omaggia di due vassoi di dolci squisiti, un giorno di stanchezza e di cibo abbondante e pesante, di parole, sorrisi e confidenze, un giorno arancio e giallo come questo tramonto.

sabato 30 novembre 2013

Pan Brioche

È un altro sabato di pioggia, allerta meteo di livello 1.
Piove e c'è vento, ma tutto nella norma.
Così visto che in estate abbandono i fornelli ed ho ricette da sperimentare mi chiudo in cucina e pasticcio.
Per domani ho organizzato per fare una maxi teglia 50/50 di lasagne alla zucca e al pesto, ho preparato tutto per essere montato domattina.
 Ho appena sfornato il dolce per la colazione e la casa è inondata da un profumo delizioso, i ragazzi ci girano intorno sperando che permetta loro di fare già da ora un assaggio.
Ovviamente la risposta è stata no, a volte mi piace essere cattivella.
Vi scrivo la ricetta così magari se vi va la fate anche voi. Forse Kermit l'ha già fatta, quel tizio mi fa concorrenza col forno :)

Nel dolce io avrei preferito la marmellata, ma in casa sono in minoranza per cui.....

Pan brioche alla nutella

250 gr di farina
250 gr di farina manitoba
2 uova
60 gr di zucchero
180 gr di latte
30 gr di burro
1 bustina di lievito di birra secco (mastro fornaio)
nutella e 2 cucchiaia di latte per spennellare prima di infornare


Impastare e lasciare lievitare fino a quando raddoppia di volume.
Dividere l'impasto in 4 parti e stendere 4 dischi su cui spalmare la nutella tranne che sull'ultimo.
Tagliare la torta in 16 spicchi, lasciando al centro un cerchio intero, magari metteteci un bicchiere capovolto per segnare il diametro.
Prendere a due a due le strisce e rigirarle su se stesse verso l'esterno, fate combaciare le estremità finali delle strisce e giratele verso il basso.
spennellare col latte e cuocere a forno medio .


mercoledì 27 novembre 2013

Dedicato a Lorenzo

Ero in macchina quando l'ho notato, un arcobaleno dai colori meravigliosi.
Descriveva un arco perfetto, mentre da un lato come in un'immagine speculare un alto lo rifletteva, ma con colori meno accesi.
Ho pensato al post di Lorenzo e al suo rammarico per non aver potuto vederlo completo.

Come al solito fino a quando ho potuto fotografarlo un po' di magia si è persa, ma non importa a me è rimasto dentro. 

martedì 26 novembre 2013

Bisogna tener duro, non si risolve un cazzo, ma almeno si procede.

Ora mi tocca anche portare su per 45 scalini casse e casse di acqua minerale, perchè l'acqua dell'acquedotto comunale è risultata non potabile.
Fanculo.
È la ciliegina sulla torta visto che già ero abbastanza  provata.
Ultimamente sono successe alcune cose che mi hanno turbata, una su tutte il malore di un amico, forse un' ischemia, ma ancora dagli esami non risulta.
Vederlo in ospedale, fermo, mentre di norma è in continuo movimento è stato uno shoc. L'ho preso in giro, sul mese strano in cui ha deciso di mettersi in vacanza, e lui mi ha tenuto corda, ma le parole un po' attorcigliate che venivano fuori, mi ferivano dentro.
Lui è il mio compagno di spiaggia, non perchè siamo vicini d'ombrellone, ma perchè come me  non manca giorno. A volte neanche parliamo basta un cenno di saluto oppure ci caliamo in discussioni interminabili, in cui ognuno caparbiamente argomenta le proprie posizioni, fino a quando si fa troppo tardi per restare e ognuno prende la via di casa.
Sai mi ha detto, " tranquilla dai 50 ai 55 più o meno, per noi maschietti è un periodo difficile, però se li superiamo poi fila tutto liscio". E mi ha sorriso.

 Poi c'è l'amico d'infanzia di mio marito, di cui vi avevo già parlato, è ancora o forse resterà per sempre in un mondo tutto suo, un bambinone col pannolino, cieco, e senza ahimè memoria. È così dal giorno di Pasqua , quando la sua moto fuori controllo è finita contro un muro.

E come se non bastasse non riesco a levarmi di testa, il volto di una giovane donna, me l'ha mostrata suo fratello, un ragazzo che aspettava moglie e figlia, su un binario a Lamezia, il giorno in cui tornavo da Milano, portandomi dietro solo belle cose.
Era dolce quel ragazzo, nei suoi occhi ho letto amore e smarrimento mentre tirava fuori il portafoglio, in cui custodita con amore c'era la foto di quella bellezza mediterranea che era sua sorella.
- Si è suicidata, il giorno di Pasqua, si è impiccata.  Mi ha detto.
Sono rimasta lì intontita, riuscendo a dire solo che era una donna bellissima, mentre lui guardava un'altra volta la foto prima di rimetterla in tasca.

E poi cosa? Poi non lo so... A volte accettare tutto con rassegnazione è dura, ma si deve.

mercoledì 20 novembre 2013

Ricetta al riso soffiato per scacciare l' uggia della pioggia

Speriamo bene, fuori il tempo impazza, viene giù a secchiate.
Cerco una consolazione nel cioccolato, che non è il sole ma ha i suoi pro.

Pronti per una ricettina golosa e veloce?
Eccola.


7 Mars
100 gr di cioccolato fondente
125 gr di burro
1 cucchiaio di miele
300 gr di riso soffiato.

Sciogliere il cioccolato, il burro i mars e il miele, tuffateci dentro il riso soffiato e versate il contenuto in una pirofila appiattendo il composto.
Fate raffreddare e tagliate a cubotti.
Come al solito le mie foto sono una schifezza non rendono affatto l'idea..


A voi vi

A voi vi sembra giusto
lanciar codesta sfida,
mettere in rima tratti e ritratti,
amicizie e concorsi,
cibo e poesie,
musiche,
e libri,
A me mi ha preso il gusto,
non solo di votare, ma anche quello di giocare.

A voi vi parrà facile,
a Dario soprattutto,
a Fabio uno schizzo di colore,
agli altri una follia,
ma a noi ci indora e ci lambisce
il cuore.

A noi ci lega.
A noi ci libbra nel cielo senza sentirci avvinti,
poichè a te ti rende liberi,
vola con le sue ali
disegnando con le nuvole parole,
a me mi, ad egli gli, a noi ci, a voi vi....

Queste misere frasi farfugliate in un momento di pura sfida verso il mio senso del pudore, partecipano alla campagna anomala a sostegno di A Te ti  (Sonupueti)che potrete votare qui

martedì 19 novembre 2013

Appello al voto

 Non costa nulla, solo tre minuti del vostro tempo, quindi votate.

Se vi state chiedendo cosa vi lascio il link al post della Donna Camel, troverete tutte le informazioni che vi servono.

http://blog.libero.it/LaDonnaCamel/commenti.php?msgid=12515932&id=65896#comments



Non fate i tirchi, regalate il vostro voto a Dario e Fabio, due di noi, quindi i migliori!

giovedì 14 novembre 2013

Maracaibo

Se l'amore fosse sesso, sarebbe tutto molto facile.
Un uomo e una donna, due uomini o due donne, anche in ordine sparso e in numeri variabili, col sesso riescono a risolvere e a soddisfare l'equazione algebrica derivata, così che sparsi i punti su un piano ricondurli all'origine e meno complicato di quel che sembra.
Ma l'amore è un'altra cosa.
L'equazione, tu mi ami uguale io ti amo, spesso non quadra. Tu non mi ami equivale a ne prendo atto ma continuo ad amarti.
L'amore nasce per caso, a volte ci si sbatte contro per caso, a volte per anni neanche si è in grado di riconoscerlo, a me ha fatto innamorare il suo maglione arancione.
Volendo essere sinceri, quel maglione l'ho odiato.
È cominciato tutto al bar, nella pausa caffè.
Come al solito ero di fretta, ordino il caffè, prendo la tazza e punto verso un tavolo per concedere due minuti di tregua alle caviglie martoriate dalle scarpe troppo alte.
È un attimo e mi ritrovo semi sdraiata sul suo tavolo dopo un volo rovinoso, con il caffè che oltre ad inzuppare il suo giornale ha tragicamente disegnato schizzi naif sul suo maglioncino.
- Mi scusi, sono desolata
- Si è fatta male?
- No... sto bene...
Un momento dopo, mentre cercavo di darmi un contegno sistemandomi la gonna, che era risalita fino a metà coscia, mi rendo conto del disastro sul suo maglione.
Mi offro di rimediare pagando la tintoria.
- Non si preoccupi, penso che lo butterò, non mi è mai piaciuto, anzi lo levo subito.
Rimango impalata davanti a lui mentre si sfila prima le maniche una dietro l'altra e poi lentamente con un movimento fluido e sicuro il resto, appallottola il maglione e lo mette sul tavolo.
Istintivamente lo prendo.
- Glielo faccio lavare, dopo domani lo riporto qui se per lei va bene.
- No davvero non è necessario, è un vecchio maglione non vale la tintoria.
Mentre mi allontanavo con il maglione incastrato sotto il braccio, sentivo i suoi occhi seguirmi attraverso il locale, mentre io continuavo a maledire la mia goffaggine.
Avrò lavato i miei maglioni decine di volte, laverò anche questo a casa, può scordarsi la tintoria.
Ma non avevo previsto molte cose, men che meno che il maglione da XL diventasse una M, maledizione!
La pausa pranzo dell'indomani l'ho passata cercando disperatamente un maglione arancione uguale a quello che oramai poteva benissimo essere stato sempre della mia taglia.
A fine giornata odiavo quel colore più di ogni altra cosa, mi erano passate sotto gli occhi tutte le possibili gradazioni di arancione, ma niente nessuna che si avvicinasse lontanamente a quello del disastro.
La notte fu popolata da sogni strani.
Spiagge caraibiche colorate di arancio, su cui al posto delle palme crescevano enormi mangrovie.
E poi gli animali, tanti animali, bertucce, pappagalli, orsi, giraffe, cavalli, cani, persino un mammut, che ballavano sotto le luci psideliche di una discoteca all'aperto un Maracaibo,  tutti indossavano un maglioncino arancione, ma non uno qualsiasi, proprio di quell'arancione che io non ero riuscita a trovare.
L'indomani comprai il primo maglione arancione che mi capitò a tiro, aspettai l'ora di pranzo e andai al bar.
Ma lui non arrivò.
Tornai ogni giorno al bar, restavo li con la busta di carta poggiata vicino alla sedia, bevevo il mio caffè e controllavo la porta, dopo una settimana mi dissi che era inutile portarmi dietro quel sacchetto, l'uomo misterioso non sarebbe ritornato.
I sogni strani invece ritornavano ogni notte. Ora nel sogno anche io indossavo il maglione arancione, e ballavo Maracaibo in coppia con il mammut.
Poi un giorno l'uomo dal maglione arancio è tornato.
- Il maglione in tintoria non sono riusciti a smacchiarlo, così ne ho comprato uno nuovo, ma lei non più passato...
- Mi scusi? Di cosa sta parlando?
- Il maglione arancione....io che cado  e lo macchio col caffè....è successo qui circa un mese fà.
- Si....ricordo.... in realtà non troppo bene, ma prego si sieda e mi racconti, prende un caffè con me?

È iniziata così.
Lui non mi piaceva all'inizio, forse neanche io a lui, neanche il sesso era nei nostri programmi imminenti, solo che ogni giorno ritornavamo in quel caffè.
Tre anni dopo, per caso, facendo un trasloco ho ritrovato il sacchetto col maglione arancione.
Mentre sorridevo ripensando alla corsa per i negozi fatta per comprarlo, presi delle forbici ed iniziai a tagliuzzarlo.
Gli occhi, il naso, la bocca, infondo era halloween e non avevo la zucca, sarebbe stato un buon surrogato.
La infilai e in punta di piedi, badando a non far rumore mi infilai nella mia parte di letto, l'unico mobile che non era stato ancora smontato.
Bussai sulla sua schiena e dissi: Vuoi ballare Maracaibo?







lunedì 11 novembre 2013

Milano, eds e amici

10 Novembre 2013
Binario 10
10 varianti di cibo
a 10 gli alcolici non sono arrivati, ma a quanto ho sentito ne valevano almeno il doppio.
10 esseri viventi in una casa, una aveva quattro zampe, ma valeva come ne avesse avute due.

La vita a volte fa regali meravigliosi.
Come entrare in una casa, dove nonostante i mobili di antiquariato la vita e il dinamismo esplodono silenziosamente avvolgendoti come  in un mantello fresco e caldo allo stesso tempo.
Una casa che non ti fa sentire estraneo, ma che ti accoglie.
Persone tenute insieme da dei fili rossi, diverse, ognuna a modo suo speciale.
Persone che scrivendo parole, hanno scritto inconsapevolmente questo giorno. Un racconto a più mani, ognuno con un suo personale punto di vista e un unico denominatore l'amicizia sincera e disinteressata.


martedì 5 novembre 2013

Post rosa

Se leggendo il titolo del post avete pensato che LCD avesse lanciato un nuovo eds sui colori, avete sbagliato, lei è un po' sadica ma non fino al punto da non rispettare la scadenza del precedente per lanciarne un altro.

Il post è rosa perchè parla di cose di donna.
Ricordate questo?

Bene se avete guardato il video e sapete di cosa voglio parlarvi potete continuare la lettura.

Alcuni di voi sanno che ho molta pazienza, diciamo che non sono una del tutto e subito, mi prendo del tempo a secondo dell'urgenza della cosa che voglio.

Questa la volevo provare, per ora l'ho comprata.

Ho seguito le istruzioni sulla sterilizzazione e l'ho provata, o forse dovrei dire misurata come si fa con i capi di abbigliamento.
Inserirla è stato facile, non per nulla si arriva alla mia età con la conoscenza dettagliata e profonda del proprio corpo.
Toglierla è un gioco da ragazzi, ho premuto con un dito contro una parete e per magia il sottovuoto che si era creato è stato eliminato (si sente perfino il rumorino, un po' come quando si stappa una bottiglia di spumante).
In seguito vi aggiorno come funziona col ciclo, dovremo aspettare, spero tutto il tempo necessario questo mese.

Ad un certo punto dopo averla ordinata temevo che non mi sarebbe servita per i nove mesi successivi, ma per fortuna così non è stato.
Era solo uno scherzetto del ciclo, almeno così ha detto il ginecologo, comunque da monitorare. Nel mentre mi ha prescritto del ferro, del potassio e del magnesio, più un antinfiammatorio e un detergente intimo che mi è costato un patrimonio.

Riguardo la coppetta, una volta inserita, purtroppo  non si avverte la presenza.
Dopo il ciclo aggiorno il post promesso.

lunedì 4 novembre 2013

Pc gate

Paola,3 novembre 2013


Ciao Assunta,
Non ci crederai ma mi sono fatta il computer! 
Ah, sono Concettina.
Mio figlio oggi pomeriggio, ha cercato di farmi capire come si usa questo coso, per adesso so solo che mi è costato mezza pensione e che ogni mese devo mettere in quella penna dei soldi come la ricarica del telefonino.
Qualcosa ho capito, mentre parlava mi sono presa degli appunti, ho riempito mezza agenda.
Quindi ora ho una maille: Conc.troi@live.it  un profilo su un sociale dove si mettono le fotografie, non ricordo il nome... se lo trovo nell'agenda poi te lo scrivo.

Detto tra noi mi scoppia la testa ci sono troppe cose da ricordare.

Paola, 4 novembre 2013

Ciao Assunta,
forse ieri ho sbagliato qualcosa, la lettera che ti ho scritto è ancora qua, è che non sapevo come inviarla così ho lasciato tutto acceso e premuto un paio di tasti, poi dopo chiamo mio figlio e chiedo, ora è troppo presto starà ancora dormendo.


Ciao Assunta,
sono sempre io, ora so come inviarti questa lettera, alle 7.00 ho chiamato Enrico e gioia di mamma mi ha ripetuto i passaggi giusti, che ho appuntato su una pagina nuova dell'agenda.
Spero di imparare tutto presto perchè mi piange il cuore  a consumare le pagine dell'agenda  che uso per custodire le mie ricette di cucina.
Hai presente di quale agenda parlo? Certo che lo sai è quella con la copertina macchiata dal succo di carota.
Avrà minimo trent'anni, poveretta.
Mi ricordo ancora il giorno in cui l'ho comprata, ero entrata in cartoleria decisa a comprare un agenda nera ed elegante, e ne sono uscita con un arancione così acceso che alla luce del sole quasi accecava.
La colpa è stata tutta tua e di quel cartolaio che non la smetteva di buttare l'occhio  alle mie gambe, ero così imbarazzata che ho afferrato la prima agenda che ho trovato e sono corsa fuori trascinandoti mentre ridevi in modo osceno di me.

Ciao Assunta,
le cose con il computer vanno meglio, oggi ho imparato tante cose, c'è solo un piccolo particolare... non mi rimane tempo per fare le solite cose, ho dimenticato di portare fuori il cane per i bisogni, e di preparare il pranzo.
Sapessi quante cose ci sono in questa scatola magica! Enrico me ne aveva parlato, ma io non immaginavo! 
Sai come ho passato tutto il pomeriggio? Ho guardato certi filmati su una pagina che si chiama qualcosa come tubo. Enrico mi aveva detto che lì ci sono spiegate le ricette passo per passo, così incuriosita e non sapendo cosa cercare ho scritto salsa, solo che non ho trovato il sugo, ma un ballo, con dei giovani ballerini che facevano lezione.
Ho provato con loro e mi sono divertita, solo che ora mi fa male un po' il ginocchio.
Ora ti lascio per un momento, devo cercare un pigiama nuovo per mio marito, meglio non dargli altre occasioni per farlo arrabbiare. 
Lui non capisce un cavolo di tecnologia, figurati che non sa inviare neanche un messaggio col telefonino. 
Poverino, devo ammettere che non ha tutti i torti ad essere arrabbiato, non ho cucinato perchè non avevo tempo, ho messo la musica nell'ora in cui fa la pennichella e per di più il cane gli ha fatto la pipì sulla cassetta degli attrezzi.
Ora vado a cercargli un pigiama, che quello che aveva sotto il cuscino mi è servito per ballare.
Ti spiego, la ballerina del filmato aveva un pantalone largo con le cuciture laterali scucite in modo da lasciare nude le gambe, come sai io pantaloni non ne uso, così mi è venuta l'idea di usare il pantalone del pigiama di Salvatore.
Anche col pantalone però non è che i passi mi sono venuti giusti giusti, al dire il vero mi sono anche arrabbiata, ero così incazzata che sono andata in sala da Salvatore che mi continuava a ripetere di finirla con quella musica che gli ho detto di smetterla altrimenti gli avrei tagliato anche i suoi pantaloni nuovi di fustagno.
Che poi quei pantaloni a me non sono mai piaciuti, di un colore tra il ruggine e il marrone, che non era nè uno nè l'altro, ma lui dice che gli ricorda la divisa cachi delle truppe inglesi del suo trisavolo. Il motivo per cui chiamano  cachi quel colore, non me lo spiego. Non deve derivare dal frutto, perchè quello è di un arancione stupendo, caldo, solare e rilassante.

Paola 5 Novembre 2013

Ciao Assunta,
ieri notte mi è successa una cosa allarmante  - ho ricevuto proposte oscene -
È successo all'improvviso, ho scritto "amicizie" e sono finita su una nave tedesca con un capitano. In quella nave c'erano tante cabine e mi si chiedeva di scegliere dove entrare.
Siccome alla mia età non cercavo amore, di viaggi non ne posso fare tanti, ho scelto una cabina di sole donne.
Mi sono arrivati tanti messaggi di signore che mi chiedevano di dove ero, quanti anni avevo, cosa mi piaceva ecc ecc. Ad un certo punto qualcuna ha iniziato a dire cose che ho vergogna a scriverti... insomma per farla breve era una stanza di lesbiche, sono corsa via, naturalmente rispondendo educatamente che non ero interessata, oh Gesù Giuseppe e Maria! 
Se racconti questa cosa a Teresa non ti rivolgo più la parola, e giuro che vado a raccontare in giro di quando ti sei ubriacata e hai fatto la pipì in piazzetta nella vasca dei pesci rossi, perchè dicevi che non erano rossi ma arancioni e volevi vedere se con la pipì gialla diventavano di un altro colore.

Paola 30 Novembre 2013

Ciao Assunta,
Scusa se non ti ho scritto, mi ero dimenticata la passwarde e non trovavo la pagina dell'agenda in cui l'avevo segnata.
Comunque tutto bene, mi sono fatta anche il telefonino che va in internette , sai su fb mi mandano sempre poke, non sta bene se non rispondo perchè sono fuori di casa.
Quando hai tempo passa da casa mia, io non ho tempo per uscire, magari impariamo i passi della lampada. (con mio marito non posso provare, misericordia si eccita, ma dico alla sua età! Quindi meglio con te così almeno non perdiamo tempo e impariamo prima)
Ciao, smack  (smack vuol dire baci, visto come sono diventata moderna?)


Contributo all'EDS arancione del grande cocomero lanciato dalla Donna Camel


Partecipano anche

Melusina
Dario
La Donna Camel

Pendolante
Hombre
Melusina 2
Angela
Cielo
Calikanto
Singlemama
Leuconoe
Fulvia
MarcoC
La donna Camel 2



lunedì 28 ottobre 2013

Come non lo sai! L'ho postato !

Si, ci credo che sei super impegnata, hai da fare tante cose, il lavoro i figli, la famiglia, gli amici, ci credo, non devi darmi spiegazioni, te lo ripeto, lo so che non hai tempo, lo leggo su Fb.

Eh deve essere brutto non avere neanche il tempo di soffiarsi il naso, questo l'hai scritto intorno alle dodici - si -  quando avevi sul fuoco mille intrugli e correvi per apparecchiare, alle dodici e zero cinque, hai messo mi piace sulla foto delle scarpe di Maria Rosa,  e poi hai commentato dicendo che le avevi anche tu uguali.
Ma va, davvero?

Tanto che hai un nuovo spasimante lo so, era la notizia in evidenza della settimana scorsa.
Mi pare che questo sia un ingegnere, o era quello di prima e questo è un professore titolare di cattedra ad un università che non ricordo .
Non vorrei fare confusione, perdonami, però so per certo che questo potrebbe essere amore, mi pare abbia le carte in regola come i precedenti, o no? Tanto se non va l'importante è restare buoni amici.

Certo che sei davvero fortunata, incontri sempre belle persone, sia di animo che di posizione sociale, dico mai uno che facesse che so il meccanico o lavorasse in un ufficio - no- tu solo dirigenti o responsabili, ma dico sei nata con la camicia?


Poi sei deliziosa quando posti quelle frasi profonde sul come sei e sul come non sei, fai bene a spiegare, spesso chi legge distratto dalle emoticon non riesce a farsi un opinione propria.
Quanti mi piace hai avuto sullo stato per cui mi avevi chiesto in privato di cliccare? Poi mi sono dimenticata di farlo.....scusami
Spero comunque che ne hai ricevuti tanti! Ecco un'altra cosa di cui puoi andare fiera!




Un delirio  nato spulciando alcuni stati, per fortuna non della stessa persona su fb










sabato 26 ottobre 2013

K.

Mi sembra di ricordare che all'inizio del mese corrente qualcuno di questa community ha compiuto gli anni.
Non scrive da parecchio, ha scelto così, ma cosa ci volete fare a me mancano i suoi post chilometrici.

Non ama festeggiare il suo compleanno, almeno così credo di ricordare, ovvero dice che sono gli altri, quelli per cui la sua persona conta qualcosa, a doverlo fare.

Se l'avessi festeggiato proprio il giorno del suo compleanno sarebbe stato banale, gli ho lasciato tempo per abituarsi all'idea che sta inesorabilmente crescendo.

Ora vi starete chiedendo oltre al nome  (parecchi di voi l'hanno capito), anche come mai mi ricordi più o meno la data, il motivo è semplice siamo dello stesso anno, solo che il disgraziato è mezzo anno più giovane.

Auguri Kisciotte.

domenica 20 ottobre 2013

Little brown thing award

Mi sono imbattuta in questo post di Kermit, di solito  mi annoia fare questi giochetti a catena e li snobbo, ma il rospo chiude lanciando una provocazione nominando me, la Donna Camèl e Hombre, secondo lui riusciamo a farci un EDF.

Ora non vorrei che per via dei nostri EDS qualcuno qui pensi che ce la tiriamo. Non è vero.
Però ne siamo orgogliosi.
E per tranquillizzarvi vi dirò che defechiamo come prima.
La pubblicazione del libro ci ha causato un po' di stitichezza dovuta all'ansia accumulata nell'attesa della consegna di Lulu , e un lieve dolore di pancia quando abbiamo visto i soldi da sborsare in più se volevamo  la consegna veloce. Come minimo con tutti quei soldi il corriere dovrebbe correre come uno che ha la diarrea e non vede l'ora di tirare giù i pantaloni.

Il giochino vuole che risponda a dieci domande sulla cacca, che facciamo tutti, il Papa, miss mondo, il Dalai Lama, Obama, persino la Santachè ma quella già a sentirla parlare si sente la puzza, la farà anche Grillo, almeno spero, perchè fino ad oggi ha fatto solo puzzette.
Alla fine del gioco ovviamente come sempre non nomino nessuno.




1)Ti capita mai di controllare quello che hai emesso?
Il mio non è un vero controllo, ma un occhiata veloce che dura il tempo di usare lo spazzolone
2)Consumi tanta carta?
Consumo quella necessaria, ma non tanta, il segreto sta nell'acquistare una carta di buona qualità, ovviamente dopo la carta segue a ruota il bidet. Ricordo una vacanza in Grecia di alcuni anni fa, in bagno non c'era il bidet, ero costretta a fare una mezza doccia o ad allungare la cornetta della doccia fino al water. 
3)Il tuo tempo medio , da seduto ad alzato?
Non mi sono mai preoccupata del tempo, di solito mi fumo una sigaretta.
4)Quando sei costretto a farla in qualche locale pubblico, usi qualche tecnica particolare?
Questo evento non mi capita mai, fuori casa divento stitica. Ma dovendola fare farei come con la pipì, in bilico sulla punta dei piedi
5)L'hai mai fatta Viola?
Viola? Se qualcuno la fa viola giuro che voglio una foto. 
6)Se un giorno un coprografo te lo proponesse , gli venderesti il tuo prodotto?
Spero che tra la gente che conosco non ci sia mai quel tipo di persona. Comunque la risposta è si, recupererei i soldi della tassa comunale per lo smaltimento rifiuti.
7) Ed a quanto all'etto?
Se il coprografo vuole proprio la mia la deve pagare un bel po', non ho intenzione di svendermi.
8)Ti è mai capitato che per il Principio di Archimede un corpo immerso in un liquido ti facesse bagnare le chiappe?
No, ho avuto culo.
9)C'è qualche alimento che appeno lo mangi sbatabam?
No, sono fortunata. 
10)Resti ancora stupito quando ci trovi del mais, pur sapendo di aver mangiato mais la sera prima?
In genere queste cose non mi stupiscono, come ho detto rispondendo alla prima domanda non è che controlli... Però ho cambiato i pannolini a due figli, nella cacca di può trovare di tutto, persino il dentino da latte ingoiato per sbaglio.

martedì 15 ottobre 2013

Non importa

Mi tiro su sconvolto e allarmato, istintivamente allungo la mano per proteggermi da quell'assurdo rumore metallico.
Al buio cerco di colpirne la fonte. Il terzo colpo fa centro, la sveglia vola per terra a circa mezzo metro dal letto, al DRINN si mescola il rumore sordo del metallo che colpisce il pavimento.
Accendo la luce e recupero la sveglia, nonostante il colpo suona ancora ed è intatta.
È un oggetto antico come quasi tutto in quella casa, la guardo per controllare che non si sia rotto nulla - la mamma non gradirebbe.
La gallinella gialla al suo interno continua a beccare tranquilla segnando i minuti, la cassa rotonda in acciaio non ha risentito del colpo, è tutto a posto, tranne il fatto che lui non avrebbe dovuto essere lì.

Da tre settimane era costretto a dormire nel suo vecchio lettino ad una piazza, gli facevano male le ginocchia, e da due giorni anche un gomito da quando rigirandosi nel letto improvvisamente aveva sentito il vuoto sotto di se.  Ma è tutto a posto si diceva, presto tutto si risolverà.

Avrebbe detto a sua madre che non c'era bisogno che la sera le caricasse la sveglia, aveva nuove tecnologie a disposizione - non avrebbe capito ma non importava.
Avrebbe dovuto affrontare il discorso cibo, in tre settimane aveva preso mezzo chilo - non avrebbe capito neanche questo ma non importa.

Guardo il telefono, tra gli oggetti d'arredo della casa sembra un extraterrestre, con la solita ansia lo accendo, cercando di controllare la speranza di trovarci un suo messaggio, se non c'è non importa mi diceva una vocina, mentre un' altra anelava al contrario. Aspetto due minuti e poi controllo il display - niente - È tutto a posto, meglio così, non importa.

Che andasse al diavolo, se non mi vuole, me ne farò una ragione, metterò nel dimenticatoio lei, il nostro amore, la nostra casa insieme e quella dannata camera dipinta col cielo blu.
Cosa pensa che sia stata solo lei a subire le disillusioni, a passare le notti a fissare il soffitto?
Non è stato facile per entrambi, un figlio lo voleva lei quanto lo volevo io, ma ad un certo punto sono diventato trasparente, ero solo il contenitore di quello sperma che lei cercava di trasformare in vita, non rendendosi conto che stavamo morendo noi nel frattempo.

Non mi vuole più? Bene non importa, non morirò per questo, anche se la amo, anche se so che insieme possiamo essere ancora una famiglia.
Aspetterò ancora un po', sopporterò le cure eccessive di mia madre, controllerò il telefono ogni cinque minuti. Aspetterò fino a fine mese o forse fino al suo compleanno, così avrò una scusa per chiamarla io.
Ecco farò così se non chiama lei non importa, la chiamo al suo compleanno, dalla sua voce capirò se finalmente è tutto a posto.


Mi sono fatta prendere la mano fuori tempo però volevo anche io continuare con gli occhi di lui la storia precedente dell'EDS il blues del blu

sabato 12 ottobre 2013

Il quaderno degli EDS raggiunge il suo scopo

Cara ciurma dell'EDS,
quando abbiamo dato vita ai nostri racconti, pensavamo solo di partecipare ad un bellissimo e stimolante esercizio di scrittura lanciato dalla grandissima Donna Camel.
Solo lei aveva in mente altro, ma lo teneva segreto, custodito fino al momento in cui, maturati i tempi, lo fece esplodere quasi casualmente, con la proposta di ricavarci un libro.
Il libro difatti è nato, nell'immagine di copertina vedete foto e link.

Non importa come andranno le vendite, i risultati importanti sono altri, ognuno di noi ha il suo.

Ciò che è importante è quello che questo volumetto ha rappresentato per noi blogger, il piacere e il gusto di scrivere e di leggere.
E non solo a noi. Ne ho avuto la prova leggendo Antares.

Hurra per la Donna Camel

giovedì 10 ottobre 2013

Non sono indulgente

Napolitano chiede che si faccia qualcosa per migliorare la condizione carceraria, dice che abbiamo a disposizione almeno due cose amnistia e indulto.

Non mi piacciono, non le condivido, non le sento nè giuste nè democratiche.
Con l'ultimo di questi provvedimenti ci siamo ritrovati in giro persone che hanno commesso lo stesso crimine per cui erano stati arrestati.

È facile fare bella figura dicendo noi abbiamo fatto qualcosa per rendere più civile la nostra nazione, solo che poi a pagare è sempre il comune cittadino.
Pagano le vittime, pagano le forze dell'ordine che vedono vanificato il loro lavoro, pagano i nostri figli perchè spiegare ad un bambino perchè un criminale viene fatto ritornare in libertà non è cosa da poco.

Svuotiamo le carceri? Sono d'accordo, ma ogni caso va discusso uno per uno, valutato singolarmente e non come tipologia di reato. Chi è in attesa di giudizio per reati minori per esempio cosa sta a fare lì dentro? Vadano ai domiciliari.
Chi ha oramai 80 anni  ed è dentro per rapina vada ai domiciliari, chi è straniero che sconti la pena nel suo paese.
Non sono grillina, non sono leghista, non sono del pd , non sono del pdl, non sono centrista, non sono di SEL, non sono di rifondazione, sono solo italiana, e per una volta vorrei che invece di parlare facessero qualcosa usando il senno di poi e non tanto per...

lunedì 7 ottobre 2013

Fragolina a chi?

C'è voluto coraggio, ma ce l'ho fatta, l'impresa mi ha tenuta impegnata per tutto il giorno - ora sono sfatta.
 Mi hanno regalato dell'uva fragolina per fare la confettura, che noi qui non so perchè chiamiamo "mostarda" che non centra nulla con la mostarda del resto del mondo ma tant'è.

Sono partita da qui
Naturalmente dopo averla lavata per bene, perchè essendo completamente priva di qualsiasi tipo di antiparassitario e compagnia bella, era piena di "ospiti" indesiderati. Sono stata costretta a fare degli omicidi di massa, ma non avevo scelta, o li levavo o li avrei mangiati in seguito sulle fette biscottate, ma sempre morti finivano, per cui visto che gli insetti non li gradisco a tavola, ho optato per il primo metodo.
L'altro passaggio è stato eliminare i raspi e rilavare i chicchi

In seguito separare la buccia dalla polpa

Vi sembra una cosa non particolarmente difficile e che non richiede neanche tanto coraggio vero?

Si, ma non guardate quel povero e solitario grappolo, e neanche quel misero chicco, che a vederlo da solo ispira tenerezza, no no dovete chiudere gli occhi e cercare di visualizzare tantissimi chicchi, ma proprio tanti, che ti passano per le mani, una volta per lavarli, poi per staccarli dal raspo, poi sprimacciarli per separare la buccia, tutto per l'equivalente di kg 12.50 di prodotto netto crudo

In corso d'opera ho dovuto cambiare la pentola, quella che vedete era troppo piccola, lo zucchero che avrei aggiunto non mi ci stava.

E dopo ore a girare e rigirare perchè ho scelto di non usare PEC, preferendo il vecchio metodo della nonna, ho ottenuto trenta vasetti di ottima confettura per le crostate o perchè no da spalmare sulle fette biscottate

domenica 6 ottobre 2013

Morte nel blu





Nera la patria
fatta di stenti senza futuro.
La vita affidata ad una fievole luce
che attraversa il deserto.
Tomba dei sogni
per molti.
Nera la patria.
La terra promessa del blu del tirreno
li ha accolti nel nero della patria perduta.
Il blu della morte
sia patria per tutti.


EDS del blues del blu altro contributo qui





sabato 5 ottobre 2013

Il blu dell'universo che non c'è









Doveva essersi addormentata sulla spiaggia, sotto la schiena un sasso si stava conficcando nelle reni.
Anche Fabio doveva essersi addormentato come al solito aveva accavallato la gamba sopra di lei, doveva essere sicuramente così, perchè  la gamba destra le si era addormentata.
Attraverso la stoffa del reggiseno sentiva il tepore caldo della sua mano che le cingeva il seno.
Iniziò a muoversi lentamente per scivolare di lato e liberarsi, doveva cambiare posizione.
Liberò la gamba, sorrise soddisfatta, e si bloccò di colpo, Fabio le stava leccando la gamba, anche nel dormiveglia del sonno si rese conto che non era possibile che lo facesse sulla spiaggia, aprì gli occhi.

La realtà arrivò fulminea e inclemente.
La stanza era illuminata di blu, segno che il film che aveva messo, chissà quando, forse un ora o due ore prima era finito, recuperò il telecomando sotto la schiena, e fece scendere il cane dal divano.
Non aveva nessuna voglia di alzarsi, riportare il piatto in cucina con gli avanzi del panino che aveva mangiato per pranzo, era uno sforzo troppo grande o semplicemente voleva portarsi dentro ancora per un po' il ricordo del sogno.

Lo sguardo di Laura si posò su una colonia di formiche , che chissà come e chissà da dove erano riuscite ad entrare nella sala. Avevano formato una fila ordinata, con apparente facilità salivano e scendevano dal tavolino su cui era appoggiato il piattino con gli avanzi. Trasportavano enormi briciole verso  la propria tana, Lara si ritrovò ad invidiarle, quei piccoli esseri avevano una meta, lei aveva perso la sua negli ultimi cinque anni.

Gli occhi le si riempirono di lacrime, mentre la solita domanda, iniziò a martellarle la testa, perchè? Perchè? Quando ho lasciato che la mia vita fosse uguale alla morte? Quando? Dimmi, dimmi quando, quando?

I singhiozzi giunsero clementi a placare la sete del suo cuore, così che i ricordi potessero passeggiare discreti senza rumore attraverso di lei.

Si erano sposati a maggio lei e Fabio, innamorati , complici ed amici, avevano scelto quella casa e riempita di pochi mobili essenziali, per il resto c'era tempo si erano detti.
Una cucina, una sala, due bagni, e due camere. La camera più piccola doveva essere stata la camera di un bambino, perchè era tinteggiata d'azzurro che verso l'altro sfumava in un blu intenso, su cui erano stati effigiati magistralmente i pianeti, il sole era la plafoniera centrale che illuminava la stanza.
Avevano deciso di lasciarla in quel modo nella speranza che fosse arrivato presto un bambino e fosse stato maschio.

Quel figlio però non era arrivato, al suo posto erano arrivate le visite mediche, i termometri per la temperatura, i ricoveri le inseminazioni e le domande senza risposte.
Perchè? Quando sono morta senza saperlo? Quando?

Quando io e Fabio ci siamo persi nessuno dei due è capace di dirlo, forse quando le certezze sono svanite del tutto, quando la speranza è diventata un compromesso accettato per andare avanti, quando neanche lei è bastata a riempire il vuoto di quella stanza.

Dopo l'ultima inseminazione  fallita  Fabio aveva provato a farmi tornare a vivere, ci sono le adozioni aveva detto, possiamo ancora avere un figlio se lo desideriamo, ma tu ora devi smettere di affannarti a rincorrere qualcosa che non arriverà.
Si era diretto verso la stanzetta, che tenevamo perennemente chiusa, aveva aperto la finestra, ed aveva iniziato a trasferirci computer e scrivania, mi aveva preso le mani, trascinato dolcemente dentro, e scandendo le parole mi aveva detto :
- questa stanza ha bisogno di vita, noi abbiamo bisogno di vita, della nostra vita! Con o senza figli, abbiamo diritto a vivere, per non impazzire dobbiamo chiudere le porte al sogno di avere un figlio nostro e aprire questa stanza ad un figlio che c'è, anche se non sappiamo ancora in che parte del mondo vive.
 Ma io non ero pronta, lo avevo guardato senza vederlo.... lui aveva capito.
Era tornato da sua madre, concedendomi del tempo per pensare o forse decidere se fosse più importante il sogno di un figlio o la realtà insieme a lui.


Tu dimmi quando, quando
dove sono le tue mani ed il tuo naso
verso un giorno disperato 
ma io ho sete
ho sete ancora



Questo racconto partecipa all'EDS il blues del blu della Donna Camel

Altri partecipanti all'esercizio di scrittura sono
Dario
Singlemama
MaiMaturo
Singlemama fa il bis
Pendolante
Call me Leuconoe
Marco C
Hombre
Calikanto
Cielosopramilano
Melusina
La Donna Camel
Melusina fa il bis
La donna Camel fa il bis
Brux
Hombre fa il bis





mercoledì 2 ottobre 2013

Cerco di crearmi l'attesa

Posso fare un post a cazzeggio?
Certo che lo posso fare, questo è il mio blog!
E certo anche che non sarebbe mica il primo... :( rientrerebbe nella lunga lista dei suoi pari) per cui, veniamo a noi, che mi frulla nella testa?
Mi frulla il blu o il blues, che non sono la stessa cosa per me.
Il blu è felicità, è la serenità della consapevolezza di essere nel posto giusto.  Ma mi cimenterò nella prova che mi aspetta per trasformarlo in blues.

Però dovrà piovere, perchè qui ci sono 28 gradi, e il blu del cielo si tuffa in un punto che gli occhi non riescono a distinguere nel blu del mare.
Tutto ultimamente gira bene, per cui anche la malinconia non trova posto nei miei pensieri.

Poi come non star bene se ancora passando per strada gli uomini si girano a guardare? ;)
Faccio finta di non sentire i pssssssttttttt dei più audaci o temerari....
Se un vecchietto nota la sigaretta e mi dice : signorina quella fa male, è così bella.

Quindi rimando o procrastino, ma tranquilli non faccio come il protagonista del libro di Jhon Perry, mi do una scadenza  che deciderò a giorni :)

Ora, visto che per scendere in spiaggia è tardino, prendo Symba, chiamo un amica e vado a camminare due orette, che per correre non ho il fiato nè il fisico.

Avete mai provato voi maschietti a correre facendo sobbalzare un paio di tette non esattamente della seconda?

domenica 29 settembre 2013

Signorina tenga duro


Non c'era vento , non avevo bisogno di alcun aiuto, ero comodamente distesa da circa due ore sulla spiaggia.
Avevo tutto per star bene, il mare, in cui già per due volte avevo immenso il mio corpo accaldato, che mi aveva accolto nel suo abbraccio avvolgente, Symba che esplorava i dintorni e poi veniva a riposarsi al mio fianco dandomi mille bacini leccandomi, un libro, le mie odiate amate sigarette, il telefono con cui mi mantengo in contatto col mondo.

Un pescatore ad una decina di metri, un conoscente dal lato opposto ad altrettanta distanza, mi facevano sentire la loro discreta compagnia, il silenzio era interrotto solo dal mulinello della canna e dalle bracciate del vicino che ogni tanto si tuffava.

Ero a posto, non mi serviva null' altro.

Signorina tenga duro.

Per fortuna  non mi servivano appigli, per fortuna sua la soluzione che ho scelto è stata quella più buona per lui.

Ad un certo punto arriva questo tizio, lo guardo di sfuggita, anonimo, sciatto, forse di origine slava età compresa dai 45 ai 50, mi supera, io riprendo la lettura, dopo un po' torna indietro diretto alla doccia, e si rinfresca, penso che è strano, c'è un mare favoloso e lui invece di approfittarne preferisce l'anonima doccia.
Ritorno ad immergermi nella lettura. Non so quanto tempo sia passato, ma mentre cambio posizione, l'occhio mi cade su quel tizio.
Si era incastrato in mezzo a due massi, in modo da guardarmi e lasciarsi guardare, sdraiato si stava abbassando il costume. Siccome a volte sono una povera scema penso "misericordia che vuoi che contino un paio di cm in più di abbronzatura sotto i pantaloni?" Ritorno a leggere.
Passa altro tempo e lo riguardo di sfuggita, il tizio non era li per prendere il sole.

Una sensazione di disagio, rabbia e disgusto mi ha invasa, tanto che non sono riuscita a far altro che commiserarlo e odiarlo, che fare chiamare i carabinieri? Affrontarlo, forte della presenza degli altri due bagnanti, mandare Symba a strappargli quel membro che oramai puntava insolente verso il blu del cielo? Andare via.

Ho raccolto le mie cose con calma voluta, come fosse stata l'ultima cosa che volessi fare.
In realtà volevo scappare, è strano ma mi sono sentita violata senza che mi toccasse, anche a metri di distanza ho sentito i suoi occhi malati rubarmi qualcosa.


venerdì 27 settembre 2013

combattiamo per le battaglie giuste

Forse siamo diventati tutti un po' troppo permalosi, troppo attenti a dire sempre la cosa giusta, tanto che a volte sembra di vivere in una società di cloni.
Che ha detto il signor Barilla di così sconvolgente?
In due parole che rispetta le scelte individuali di ognuno, ma che lui con la sua pubblicità si rivolge ad un altro tipo di pubblico.
Capisco che ciò può suscitare polemiche, che va contro a tutte quelle battaglie contro l'omofobia, che la comunità omosessuale si sia sentita ferita, ma forse si riconoscevano meglio in quella favoletta in cui veniva rappresentata la famiglia con marito e figli seduti a tavola mentre la mogliettina sgobbava ai fornelli?
Non penso, perchè anche noi eterosessuali, mogli e mariti guardavamo quel ritratto come qualcosa di estremamente incoerente con la realtà.
Non esiste una famiglia "tradizionale", non esistono le creme miracolose anti cellulite spalmate su corpi di modelle anoressiche, non esistono perchè sono tutte trappole per adescare  i consumatori .
Guido barilla ha scelto di adescare un target di consumatori, è andato controcorrente provocando e c'è riuscito.

sabato 21 settembre 2013

ho fatto un salto a tropea
domani alle eolie
vi penso 
alcuni di voi li odio e sanno perché 



Inviato da Samsung Mobile

ho fatto un salto a tropea e domani sarò alle eolie.
vi penso 



Inviato da Samsung Mobile

giovedì 19 settembre 2013

L'occhio del coniglio è arrivato nella mia tana

Che poi sarò all'antica ma averlo sotto gli occhi, toccarlo, annusarlo, ascoltare il rumore delle pagine, accarezzarlo, trovargli un posto tra gli altri che non lo nascondino agli occhi, averne cura, spolverarlo, riaprirlo, rileggerlo quando la carta diventa giallina e macchiata dal tempo.....è un'altra cosa.

(quando ho visto i ringraziamenti per i primi lettori trovare il mio nome ha fatto effetto, che ho fatto? Ho solo letto)

mercoledì 18 settembre 2013

sabato 14 settembre 2013

L'Ammore

Chi è allergico alla parola amore non prosegua nella lettura.

Il tutto è avvenuto qui, sulla spiaggia o quasi, di guardia piemontese.


Leggete qui le leggende che circondano lo scoglio (della Regina), per chi non ha pazienza riassumo le due leggende:

- Si narra che un re e una regina vivessero in questo incantevole paese, ma il re era insofferente diciamo che si annoiava, nonostante combattesse le sue battaglie ecc ecc così decise di darsi alla navigazione. La regina che lo amava tantissimo passò giorni, mesi ed anni ad aspettarlo facendo la spola tra il palazzo e la spiaggia, con la speranza di vedere la lanterna rossa della nave che annunciava il ritorno del re (evidentemente la regina oltre al amarlo non aveva stallieri attraenti). Comunque un giorno per cercare di vedere più lontano si arrampicò sullo scoglio, scivolò e morì (chissà se conosceva il detto morto un papa se ne fa un altro). la leggenda vuole che ogni sera al tramonto le anime dei due piccioncini si incontrino sotto lo scoglio.

- La seconda narra di due giovani sposi anche questi re e regina, che trovarono riparo dopo una tempesta in una grotta del medesimo scoglio, da allora restarono a vivere nel paesello che li aveva visti naufraghi e che grazie  alla sorgente miracolosa di un fiume che vi scorreva , finalmente la regina riuscì a dare eredi al suo re ( forse in questo caso lo stalliere sapeva il fatto suo ed era attraente).

Ora veniamo a noi ed al motivo per cui oggi ero là, tranquilli non aspettavo il mio consorte, hanno inventato il telefono e per sfortuna anche i minuti gratis, per cui le telefonate finiscono sempre con "ci sentiamo dopo". Fossi stata la regina del primo racconto col cazzo che sarei morta per vedere se tornava, al massimo mi sarei fatta avvisare in tempo.

Ho perso ancora la partenza...ecco, ero lì per colpa di un'amica, che mi telefona e mi chiede di farle compagnia perchè deve andare a salutare dei vecchi amici venuti in vacanza dal suo paesello in provincia di potenza.
Mi metto in ghingheri e andiamo, solo che quando l'amica mi aveva detto "vecchi amici" non sapevo che erano "vecchi" davvero, età minima 75 a salire. Immaginate un gruppo buono per riempire un pulman turistico, che chiacchierano incessantemente con la mia amica, sciorinando i fatti di mezzo paese, per circa due ore.
Ma il peggio è arrivato ai momenti dei santini, le foto dei cari congiunti scomparsi, con dietro epigrafi e frasi di sant'Agostino o del vangelo. Tre su quattro ne aveva una con se, una vedova ancora in lutto stretto dopo due anni e mezzo, che col fazzoletto si asciugava gli occhi umidi, ad un certo punto ha tirato fuori la foto della cara mamma, lì ho temuto che tutti gli altri la imitassero e che ricominciasse una lenta e contrita processione per mostrarmi quanto fossero belli. Mi ha salvato il telefono, mio marito che costretto in quel di Saronno e non avendo un cazzo da fare  mi chiama per dirmi niente, o forse solo "ci sentiamo dopo".

Ci trasferiamo in spiaggia per salutare parte del gruppo che non era in hotel, nel tragitto un aiutante giovanotto di 85 anni che vive in Argentina, ma che essendo in vacanza al paesello nativo si è unito alla "giovane" sorella per scendere giù alle terme occitane, mi racconta della sua vita, del suo defunto amore, sposata quasi per procura, ma è una storia lunga ed ho pietà di voi per cui lascio stare, sottolineo solo che mi ha detto che si è sposato tardi, a 34 anni, perchè in Argentina le donne erano troppo libertine, andavano un po' con tutti e a lui non piacevano ( tradotto ha sparato quante più cartucce poteva, poi si è preso una donna italiana, se poi le sia stato fedele sempre questo non l'ha detto.....eravamo arrivati alla spiaggia).

In spiaggia ho trovato un po' di relax per le mie orecchie dato dal lieve infrangersi delle onde sul bagnasciuga, ma le sorprese non erano finite.
Siamo ancora sulla passerella che scende in spiaggia quando ci viene incontro una coppia di anziani coniugi, la mentoressa sorella dell'argentino, informa che sono di Milano e alloggiano nel loro stesso hotel.
Lei ha una stampella, mi sposto per farla passare, ma la signora si ferma ed inizia a parlare con i miei accompagnatori, il marito procede verso il lido si siede e aspetta.
La sciura inizia con la disgrazia della sciatica che l'ha colpita, delle visite, dei dolori e delle terapie. Poi attacca con Berlusconi, non sono come sia finito li il discorso, io oramai ero in stato vegetativo, del bunga bunga e relativa mossetta esplicativa, della Santanchè  che difronte al tribunale distribuiva 30 euro e un panino ai babbioni (dice così al posto di vecchi), per applaudire e votare Silvio.
Poi arriva il marito a chiederle le chiavi perchè è stanco di aspettarla, nasce un piccolo scambio di battute tra loro, quando va via lei dice serafica e disgustata : sempre con questo sesso, vuole fare sempre sesso, a me non va più.
All'inizio non so che dire, ma poi le allungo che non è poi tanto male farlo e che lo può accontentare, infondo non è un sacrificio. Lei di rimando continua "sesso, sesso, sesso, non mi interessanè ha fatto di battaglie quando doveva, ora mi annoio" .
Vabbè ma stia attenta che poi suo marito, magari va a cercare altrove....
Ha ottantacinque anni, ed ha subito un intervento al cuore, non posso fare sesso con la paura che crepa mentre lo facciamo come uno che conoscevo.
Capisco...magari fatelo con cautela, infondo non avete vent'anni e vi mettete a fare le capriole sul letto.

Mica lo so se quei due stasera ci danno dentro....

Comunque la giornata è finita, anche questo post è finito, ho parlato ironicamente d'amore, mio per un amica (perchè ci vuole amore per perdonarle sto colpo basso), dei poveri vecchietti a cui la morte ha portato via i compagni di vita ( e non è facile continuare da soli, specialmente ad una certa età), dell'amore fisico che è bello e ricercato ad ogni età, all'amore di una moglie  che per salvaguardare la salute del suo uomo, rinuncia e si convince che il sesso oramai non le interessa più, dell'amore che ci lega  compagni ed amici di blog , che si concretizza nella mia voglia di scrivere e nella vostra voglia di leggermi.


Dopo mesi ho scritto tanto, non ho voglia di rileggermi sicuramente ci saranno erroracci fate finta di nulla e buona notte




venerdì 13 settembre 2013

Come un gabbiano

Tornerò ancora a vederli quei gabbiani,
li guarderò spazzare il mare e posarsi indolenti e fieri.
A volte  saranno così vicini che quasi posso sfiorarli,
mera illusione,
voleranno poco più il là quasi a sfidarmi,
prendimi, prendimi..

Poi l'inverno porterà via entrambi,
ognuno nella sua tana.





sabato 7 settembre 2013

A volte ritornano per restare (spero)

Va bene, non ho più voglia di mandare al diavolo tutti, la lista si è accorciata di parecchio, non per merito loro, a dire il vero alcuni non lo meritavano neanche prima, è che ho ritrovato il mio ottimismo.

Quindi mo che vi racconto?

Impossibile riassumere tutti questi mesi in un solo post.

Ho ballato, riso, fatto bagni al largo, pianto, lavorato come uno schiavo egizio per il comitato, ho mangiato pesce e carne in cene luculliane fatte all'aperto, ho scopato poco, e che ci posso fa ero incazzata di mio. (questo dovrei censurarlo.... ma che mi frega...)

Ah domani vado a Lamezia, e non ho ancora comprato il tom tom , speriamo bene, stavolta altrimenti lo strozzo, anche perchè alla proposta di passare la giornata sulla spiaggia di Tropea e poi finire col concerto a Lamezia finora ha dato un nì per la spiaggia, se poi si perde è la fine.
Tranquilli non sono violenta, ho altri metodi che non sto qui a spiegare.

Lunedì mi tocca cucinare per cinquanta persone per una cena sociale, insomma ordinaria amministrazione di una vita piena, che a volte da l'impressione di essere lei a consumare i miei giorni e non il contrario.

Mi scuso coi miei amici lettori per avervi abbandonato, passo da voi sporadicamente, leggo e taccio.
Ringrazio Hombre  per avermi fatto scoprire dove si trova il Piriforme e la mia pigrizia che non mi permette di correre, ma di camminare (spero che la camminata non infiammi quell'essere), ringrazio La donna Camèl, per avermi fatto rileggere quel brano di King (ma con me non funziona), e per le dritte sull'aggeggio che lei sa ( non pensate male non è un toys erotico, ma anche si, fate voi se vi va scoprite di che parlo), Kermit e la sua bicicletta e i suoi ricordi, Vincenzo è magnifico, ma meglio che non dico nulla, lui già mi accusa che passo da lui solo quando piove, Anto, vabbè lui è un'altra cosa.

Poi ringrazio un'altra persona, che a volte si rilegge e si da della scema da sola, perchè nonostante tutto continua ad aver voglia di aggiornare questo blog.

Ora vado a fare quello che non ho fatto  quest'estate per recuperare.




eh eh eh che state pensando? A dormire..............................................................................................................................................................................................ok....................................................................................................................................................................................dopo.

mercoledì 28 agosto 2013

Il vaffa non è per voi

Non ho alibi.
Non posso e non potete accusarmi di essermi rifatta viva ora che l'estate è quasi alla fine. Non è così, qui l'estate ha ancora molto tempo per se e naturalmente io ne ho per lei.

Sinceramente non mi andava di scrivere e di condividere.

Poi c'è che non sono in pace con me stessa, ho un casino di pensieri, ho da scegliere ancora una volta se rinunciare a dare ascolto a quella vocina ribelle che ho dentro o adeguarmi all'andazzo generale di cose e persone di cui purtroppo dolente o nolente mi stanno intorno.

Ci sono compromessi che non sono disposta ad accettare, ci sono risposte che se rinuncio a dare una, due, tre volte per quieto vivere, perchè so che infondo è fiato sprecato,che alla fine non riesco a tenere dentro.

Se c'è un amica che davanti ad una situazione cambia la versione di un fatto almeno due volte, continuo a restarci male, anche se ho sempre saputo di che pasta era. Vi chiederete perchè la frequenti, in realtà pochissimo, il marito e il mio sono amici, stessa squadra per cui tifano, stesse amicizie reciproche, per cui è inevitabile che noi mogli ci frequentiamo.

Mi guardo intorno, è un deserto.
Oppure è la mia mente un po' depressa che mi fa vedere solo terre aride intorno a me.

Giorni fa un amico mi ha chiesto come stavo, ho fissato il messaggio come se non ne avessi capito il significato i minuti successi a chiedermi cosa dirgli, per poi rispondergli solo divertiti in vacanza o una roba del genere.

Poi mi sono chiesta perchè ho dato quella risposta. Il fatto è che non volevo intristirlo parlandogli dei mie problemi, volevo davvero che neanche per cinque minuti si distraesse dal suo meritato relax e bisogno di serenità.

Ecco forse sarò una stupida, forse è per questo che mi ritrovo spesso sola, perchè non riesco a scaricare sugli altri i miei problemi.

Ok ho detto anche qui una stronzata, so esattamente qual'è il problema, anzi i problemi, come so che non è colpa mia, ma non esclusivamente di altri.

Oggi ho voglia di mandare affanculo il mondo me compresa

martedì 23 luglio 2013

La nr 2

Ne ho fatta un'altra, di borsa con la fettuccia ricavata dalle t-shirt smesse.
L'ho fatta in spiaggia, mentre non facevo altro che prendere il sole e nuotare.
Fra, mi ha chiesto un tutorial...forse alla prossima lo preparo per questo è troppo tardi comunque tutto quello che so sulla fettuccia l'ho trovato on line, per cui chi vuole come ho fatto io può sbizzarrirsi a creare.



Giorni monotoni che passano senza lasciare segni, ma di cui non mi avanza mai tempo .

Ah dimenticavo sabato ho aiutato un cuoco a cucinare nello stand gastronomico per la serata in piazza "sapori di mare". Wow ho scoperto tantissime cose sul mondo della cucina professionale che ignoravo.
Ho lavorato tantissimo e mangiato tantissimo la tagliata di tonno era qualcosa di superlativo.
Ah finalmente ho scoperto il segreto sulle farine da usare per infarinare il pesce da frittura, un mix a cui francamente non avevo mai pensato.

mercoledì 17 luglio 2013

Pigramente operativa

E poi mentre sono assente da qui succedono cose.

Le mie creazioni in fettuccia borse e collane fatte con vecchie t-shirt,
 la notte in pronto soccorso perchè una pallonata ha rotto il pollice a mio figlio,
 il comitato e le sue attività,
 il mare,
 gli amici e le pizze,
 la mia pigrizia estiva,
 i libri da leggere e da scegliere per portarli allo scambio nell'incontro da me ideato come attività del comitato,
 il mio fare la formichina e preparare cose buone per l'inverno,
le passeggiate con Symba,
e tante piccole cose che messe insieme mi riempiono le giornate.

Però mi perdo cose, le mail soprattutto, ma poi recupero...con calma però, ho smesso di correre da un po' di tempo, forse da quando ho capito che non serve a nulla, quello che ci sfugge non riusciremo mai a raggiungerlo anche se ci affanniamo per riacciuffarlo, quindi lascio scorrere.
A volte mentre procediamo ritroviamo ciò che pensavamo perso ad aspettarci, infinitamente meglio così.





sabato 29 giugno 2013

Acqua e sole

Che strana questa giornata, dopo mesi è tornata la pioggia. Si è presa già due volte un po' di spazio rubato al sole cocente, che tenace non vuole cedergli il posto, infondo siamo quasi a Luglio.
Mi sono alzata alla solita ora infilando di corsa pantaloncini e top, aprendo il balcone non ho trovato ad attendermi il solito sole, ma alcune nuvole per niente intenzionate a fargli spazio, dopo il caffè ho portato Symba fuori, cercando di non indugiare troppo e farmi così sorprendere da un eventuale pioggia.

È arrivata dopo un po' che ero in casa, prima tranquilla e leggera poi sempre più intensa e scrosciante.
Affascinata sono rimasta a guardarla, la pioggia estiva ha qualcosa di magico.
Benchè al riparo riuscivo quasi a sentirla sulla pelle, non so se a farmi venire la pelle d'oca sia stata l'aria più fresca o l'emozione quasi carnale provata nel vederla e sentirla venire giù impetuosa.
Gli occhi facevano fatica a distinguere il panorama che ogni giorno sono abituata a guardare, le case, le valli, i promontori, il mare, che saprei riprodurre ad occhi chiusi, mi erano invisibili, come nascosti da uno spesso velo, la cui trama non era altro che minuscole gocce di acqua.

Poi l'arcobaleno è sbucato da dietro una nuvola, ho sorriso e sono rientrata portandoli dentro i suoi colori.

Il sole ha asciugato tutto in poco tempo, rendendo gli alberi, i tetti, i fiori, persino il mare più colorato e vivo.
È un mare tecnicolor quello che mi si staglia davanti, il blu scuro e profondo in lontananza a toccare l'orizzonte, l'azzurro che lo taglia quasi in una fascia parallela, al verdino che si mescola al bianco della spuma vicino a riva, là dove si frangono le onde. Qua e là noto delle chiazze marroncine in corrispondenza dei ruscelli che si tuffano in mare, trascinano fango e detriti e forse piccole vite di insetti, che mai in vita loro avrebbero pensato di finire su una spiaggia.

È presto per preparare il pranzo, come al solito i miei ragazzi dormono fino a tardi, riprendo in mano l'uncinetto e il lavoro iniziato ieri sulla spiaggia e lo finisco. Devo contare le maglie da lavorare negli archetti, uno, due, tre, quattro, fino ad undici, poi una in quello seguente, e poi ricominciare dal punto di partenza. Non c'è spazio per altro in testa mentre conto, eseguo i movimenti svelta ed attenta, tutto il resto svanisce.
Svaniscono alcuni ricordi tristi, sparisce lo spavento che mi ha regalato Symba alcuni giorni fa, l'ansia di non farlo stressare per via del soffio che ha al cuore, sparisce la rabbia e l'impossibilità di cambiare alcune situazioni, l'impotenza, ma anche la felicità delle piccole cose, le risate, l'amicizia, le grigliate, le coccole delle piccole pesti delle nipotine, tutto è assorbito dal movimento di quel piccolo attrezzo e dalla cadenza della numerazione.

Vi mostro alcuni lavoretti. Per il bracciale rosso mi sono scervellata ore per capire come reperite i piccoli anellini da ricoprire col filo. Sarebbe stato troppo facile andare in merceria e comprarli. Il mio motto è riciclare tutto, quindi reperire in casa il necessario che altrimenti rimarrebbe a giacere inutilmente.
Dopo averci pensato e ripensato, ho preso in prestito (perchè poi le rendo) dalla cassetta degli attrezzi di mio marito, tre guarnizioni di plastica.
Come ho detto le rendo, perchè tenendo al braccio tutti i giorni il bracciale, sotto il sole si scolorerà, per cui sono certa che lo smonterò, conservando per altri utilizzi i materiali.
Perchè vi ho raccontato questa cosa delle guarnizioni e della ricerca dei cerchietti? Perchè ieri in spiaggia ho avuto una folgorazione. mentre passeggiavo, l'occhio mi è caduto sui resti di un palloncino, e boom! Eureka! Per i prossimi lavoretti (devo fare degli orecchini) adopererò il boccaglio dei palloncini, è ottimo come materiale, sferico, morbido, non eccessivamente spesso, insomma è l'ideale!
E dire che in casa ne avevo giusto una bustina avanzata dai lavoretti pasquali con le nipotine!
Oltre al mio braccialetto ne ho realizzato altri quattro per ciascuna nipotina, più una collana per me


Oggi ho finito questa, poi faccio gli orecchini o il braccialetto o entrambi...

Come ho scritto tutto questo mentre non faccio nulla e mi riposo le gambe, oppure quando il mare è così

Perchè mica posso stare sempre a mangiare il ben di dio che mi regalano

alcune volte nelle cose che mi portano a casa, sono inclusi anche ospiti non graditi.....