io vivo in un mondo pieno di gente che finge di essere quella che non è, ma quando parlo con te sono come voglio essere

martedì 10 dicembre 2013

Una vita segnata

L'ispettore Cedrone, stava per concludere un'altra delle sue massacranti giornate lavorative.
Ore ed ore passate mettendo a posto vecchi fascicoli dello schedario. Il reato maggiore era il furto con scasso di un forcone dalla stalla dei  Lamberti.
Si era scoperto tuttavia che non era stato un vero e proprio furto, bensì un prestito non autorizzato che si era concesso il nipote.

Scegliere di entrare in polizia aveva salvato Cedrone dalla cattiva strada. Dato che amava combattere, meglio incanalare le energie per una lotta a fin di bene. Questo era stato il consiglio del padre, così era entrato in accademia e aveva ottenuto il suo distintivo.

Aveva sposato la femmina più desiderata del paese e aveva allargato la famiglia. C'era da essere felici e soddisfatti.
Ma gli mancava il brivido, l'adrenalina, l'orgoglio che gli avrebbe fatto gonfiare il petto  se solo nel paesello fosse successo qualcosa di più di un furto di caramelle e cioccolatini al brandy dal negozio di Zio Fefè.

Le sue riflessioni furono interrotte dall'ingresso dell'agente Cinisi.
- Capo, ispettore Cedrone, signore, c'è stato un omicidio. Disse tutto in un soffio, restando inebetito a guardare aspettando ordini.
Cedrone era più agitato di lui, ma il ruolo lo costrinse a mantenere la calma, finalmente aveva davanti un omicidio!

La fattoria Morena si trovava nella periferia nord di Quarto. La strada sterrata che costeggiava il lago, priva di illuminazione rendeva il percorso sinistro. Era una notte buia e nera, neanche uno spicchio di luna o una stella che facesse intuire dove avesse fine la terra e iniziasse il cielo.
I fari della volante squarciavano il nero del bosco dando l'impressione di procedere come attraverso un tunnel. Per uno oscuro motivo Cedrone aveva l'impressione di trovarsi come da piccolo seppellito sotto la coltre di coperte con una torcia a leggere storie horror.

Un gruppo di anime aspettava radunato nella stalla, stringendosi l'uno con l'altra come a sostenersi a vicenda.
La scena del crimine era raccapricciante. La vittima era stata decapitata e parzialmente scuoiata.
La testa giaceva semi immersa in una pozza di sangue, e se non fosse stato per il resto del corpo a poca distanza poteva sembrare che stesse nuotando in uno stagno.
La presumibile arma del delitto, un coltello da cucina, abbandonato in bella vista su un ceppo. Sotto il corpo era stato steso un panno bianco, come a volerlo proteggere dallo sporco del pavimento, ingombro di ogni genere di rifiuti quali paglia, fieno, escrementi e cartacce. Sulle assi del pavimento erano visibili alcuni fori, per la precisione quattro, tutti a distanza regolare.
L'interrogatorio durò per tutta la notte.  Ma già dall'inizio era chiaro che nessuno dei presenti da solo avrebbe avuto la forza necessaria per uccidere la vittima, che era il solo giovane forte ed aitante della fattoria. Il resto dei giovani era partito per la guerra in Gallia, erano rimasti solo le donne i piccoli e gli anziani, e lui, Romeo, che ora era morto.

Tutti i presenti avevano un alibi di ferro, l'indagine procedeva a rilento, restava da interrogare solo il cugino che a detta di tutti era l'unico che faceva abitualmente visita alla famiglia.
Lo chiamavano tutti Al , e non era partito per il fronte perchè ritenuto non idoneo. Al era visibilmente sovrappeso, ma sembrava che tutti fossero felici che così fosse.
L'interrogatorio finì al tramonto, con una piena confessione.
Al Cappone, era cresciuto col destino segnato, una vita in cui tutto era stato deciso dagli altri. Se in ogni buona famiglia c'è una pecora nera, lui era stato l'agnello sacrificale.
Però a volte il destino o il colpo di culo cambia il corso degli eventi. Avrebbe dovuto essere quello senza palle, quello da nutrire e custodire, quello che avrebbe fatto la gioia di tutta la famiglia. Una vita costruita in attesa di quell'unico giorno, il Natale, ma lui aveva altri piani.
Prima di tutto non era vero che non aveva palle, una l'aveva di certo, forse per errore, forse per scelta, ma l'aveva.
Il giorno che scoprì di averla, prese coscienza che la sua vita poteva essere diversa, ed iniziò a lavorare per cambiarla.
Decise di ingrassare più del necessario, e quale metodo migliore che mangiare  dolci? Il negozio di zio Fefè era ben fornito di cioccolatini e caramelle.
Aveva fatto credere a tutti di essere asessuato, e questo naturalmente è stata la cosa più difficile da fare, specialmente quando andava a far visita ai Morena e vedeva Paolina.

Ieri aveva deciso che il tempo di agire era arrivato, Natale era oramai alle porte. Aveva preso il forcone dalla stalla degli zii Lamberti e aveva teso un agguato a Romeo.
Se gli zii avessero avuto carne fresca per la cena di Natale, non avrebbero ucciso anche lui.
Nascere gallo ed essere castrato per diventare cappone è un destino crudele. Ma con Al qualcosa durante l'operazione andò storto facendo si che una palla si salvasse.
Se poi gli è servita per fare goal o autorete sarà la giuria a stabilirlo.


Questo raccontino partecipa all'eds Nero di Natale lanciato dalla donna Camel.

Altri partecipanti

Hombre
Dario
Leuconoè
Melusina
Pendolante
Kermit
Effe
Cali Kanto




22 commenti:

  1. Vabbè, che fa accapponare la pelle non te lo dico :P.
    Ma che è divertente, sì!
    E mi ci è pure voluto un po' per capire... avevo anche pensato "Cedrone" che bel nome per un ispettore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. LOL il mio scopo era proprio quello di non far accapponare troppo la pelle.
      Se ti ci è voluto a te, dico a te, un po', per capire almeno il fattore sorpresa sono riuscita a ottenerlo. Non lo so se ad un giallo è concesso essere divertente, ma essenso sotto Natale mi sono presa la libertà

      Elimina
  2. Volevo dire "ammazza..." ma sarebbe stato di cattivo gusto :)))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vabbè potevi dirlo, tanto l'omicidio c'era già stato :)

      Elimina
  3. E' come se avessi preso più volte strade diverse prima di deciderti :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, dovevo volevo andare lo sapevo fin dall'inizio, volevo solo che voi non capiste se non verso la fine che erano dei polli,poi magari non ci sono riuscita.

      Elimina
  4. Risposte
    1. LOL (commossa)

      Se lo sapessero mamma e papà

      Elimina
  5. è il primo giallo con gallo, anzi più di uno !

    ho riso! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :) Bene far ridere era il mio scopo, ma aspè hai riso dall'inizio o solo alla fine?

      Elimina
  6. Colpo di scena. Inaspettato davvero. Brava

    RispondiElimina
  7. Che brava Lillina, surreale e spritoso! Cedrone, Cappone... avrei dovuto insospettirmi... :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :))
      Eheheheh avresti dovuto ahahahah
      Grazie

      Elimina
  8. genio!

    PS: "Però a volte il destino o il colpo di culo cambia il corso degli eventi." yeah!

    RispondiElimina
  9. Al era visibilmente sovrappeso, ma sembrava che tutti fossero felici che così fosse
    (beato lui, pensavo io cretina)
    ah ah ah ah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :) Ma no dai cretina no!
      Tutta colpa mia ho giocato pesante

      Elimina

Ho messo la moderazione non per censurarvi, ma solo perchè voglio essere la prima a leggere i vostri commenti una sorta di ius primae noctis.
L'ho messa anche perchè siccome non controllo quasi mai le mail, se qualcuno vuole mandarmi un messaggio privato ha la certezza che lo legga, nell'altro caso a volte passa pure un mese prima di...
Ciao a tutti, se non vi piace sappiate che a me non importa un fico secco.