io vivo in un mondo pieno di gente che finge di essere quella che non è, ma quando parlo con te sono come voglio essere

martedì 8 gennaio 2013

Troppo poco, quasi nulla

Servisse solo piangere lo farei da mattina a sera, servisse solo incazzarsi con tutto  e con tutti lo farei.
Sapessi contro chi lanciare insulti e qualche sana pedata nel culo lo farei.
Ma non serve.
Non basta.
La gente è alla fame.
Oggi mi sono piovute addosso due storie a cui era impossibile restare indifferenti.

Lui lei due figli piccoli, licenziato dall'oggi al domani,  mangiano grazie al cibo che i genitori di lui, pensionati, riescono a permettersi di comprare loro. Il cibo è sufficiente per mangiare una volta al giorno.

Madre , padre operaio edile, a casa perchè non si costruisce più vista la crisi del settore.
Vivono grazie ai figli, il ragazzo trova saltuariamente lavoretti, la ragazza lavora come commessa alla "considerevole " cifra di 350 euro al mese.
Questo non è lavoro ma schiavitù, non so da voi su al centro o al nord ma qui chi perde il lavoro non ne trova altri, qui i giovani  mossi dal bisogno si adeguano a vivere una vita senza dignità.


E poi dalla Gruber devo sentire il Signor Berlusconi lamentarsi per  tutti i milioni che è stato costretto a spendere in parcelle per i suoi avvocati difensori.
 Troppo per un solo giorno.


10 commenti:

  1. E i trecentomila euro per l'IMU? Sempre meglio di Brunetta che ha dovuto fare un prestito in banca per pagarla. Ma dove cazzo vive questa gente?

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    1. A Lui sicuramente la banca il prestito l'ha fatto perchè è certa che continuerà agevolmente a rubarci lo stipendio ancora per anni.
      Mio fratello, invece vista la riduzione del lavoro sarà costretto a bloccare il mutuo....
      Questa gente non vive come il resto di noi, anche se gli raccontiamo quale sia la realtà reale, loro non riusciranno mai a capirla, per loro risparmiare vuol dire non mettere la "chianina" tutti giorni in tavola

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  2. siamo tutti contro tutti e invece sarebbe così semplice, basterebbe aiutarsi l'un l'altro....
    (ma a parole son capaci tutti... anch'io)

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  3. Io devo "piazzzare" ancora il figlio grande, ormai da 3/4 anni e ti posso assicurare che lo schiavismo l'abbiamo provato. In un'esperienza ha messo insieme 4 mesi a 0 lire. In un'altra 4 ore al giorno a 2,5 euro l'ora con propostona: "Puoi venire anche 8 ore ma a quel punto potrei darti solo 2 euro l'ora". (a un distributore).
    sigh

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    1. Dio, che strazio,sono già in crisi per mio figlio.
      Non faccio che ripetergli :"dopo la laurea, cogli la prima occasione per andar via di qua se le cose non cambiano"
      forse alcuni mi daranno contro per questo consiglio, ma se si trattasse dei loro figli che farebbero?

      Che fine ha fatto l'artigianato toscano? Fino a poco tempo fa era il fiore all'occhiello dell'Italia, se in una regione come la tua la situazione è così drammatica non ci resta che pregare....almeno a chi crede nelle preghiere.
      Intanto io bestemmio

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  4. ...si ma fosse solo silvio...

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  5. Al centro nord la situazione non è tanto diversa, mano a mano le chiudono le aziende. Tranne per il fatto che tutto, dal pane alla casa, costa di più.

    Riguardo il figlio: la cosa migliore sarebbe prendere la laurea all'estero, cioè andarsene il prima possibile. Da tenere presente che in generale i corsi di studio "umanistici" che in Italia tradizionalmente sono considerati "nobilitanti", all'estero contano come il due di bastoni con briscola a coppe. Conviene studiare una materia tecnica.

    La situazione in cui siamo comunque non parte da ieri, parte da subito dopo il boom economico. Ad un certo punto gli Italiani hanno tirato i remi in barca, pensando che il "benessere" non solo fosse acquisito ma destinato ad incrementarsi in maniera lineare. Invece si è incrementato il consumo di ricchezza, più velocemente della produzione di ricchezza. I due incrementi hanno cominciato a divergere fino ad arrivare al punto in cui abbiamo cominciato a consumare i risparmi per mantenere il livello di consumo.

    Dice l'evasione.
    L'evasione è un reato ma il problema non è quello. Il problema è che si produce cosi poco che le tasse sul reddito e sui consumi portano sempre meno entrate nelle casse dello Stato. Cioè si guadagna e si consuma sempre meno.

    Intanto lo Stato spende sempre di più per mantenere lo "Stato Sociale", che altro non significa che sostenere il reddito di milioni di Italiani tramite sussidio.

    Per compensare si introducono sempre più tasse che incidono sulla proprietà, cioè sui risparmi delle famiglie accumulati nel corso delle generazioni. E' come farsi passare la fame mangiandosi un braccio.

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Ho messo la moderazione non per censurarvi, ma solo perchè voglio essere la prima a leggere i vostri commenti una sorta di ius primae noctis.
L'ho messa anche perchè siccome non controllo quasi mai le mail, se qualcuno vuole mandarmi un messaggio privato ha la certezza che lo legga, nell'altro caso a volte passa pure un mese prima di...
Ciao a tutti, se non vi piace sappiate che a me non importa un fico secco.