io vivo in un mondo pieno di gente che finge di essere quella che non è, ma quando parlo con te sono come voglio essere

venerdì 8 febbraio 2013

Anamnesi

Te lo sei detta mille volte che il problema sicuramente è tuo.
Ti sei fatta un esame di coscienza, hai guardato dritto nei tuoi occhi, hai sentito cosa avesse da suggerirti lo stomaco, hai ascoltato in silenzio i battiti del cuore, hai indagato nei meandri più nascosti del tuo cervello.
Hai trovato tante scuse, ne hai abbattuto molte, ne hai salvate poche, ma creduto a nessuna.
Il problema è tuo.
Ti sei lasciata andare ai sentimenti, hai dato fiducia, complicità , stabilità. Sei stata sincera, disponibile, altruista.
Hai perdonato, giustificato, compreso.
Sei stata avventata e prudente, hai usato le parole per lenire e ferire, hai amato.
Hai vissuto.

Tu come il resto delle persone che popolano il mondo, e allora dov'è il problema?
Il problema è quel silenzio che ti arriva ascoltando la voce di chi ti è vicino.
La senti narrarti la storia della sua vita, guardi le labbra modulare le parole, odi il suono che prendono mentre vengono lasciate andare nell'aria, sono come quelle croste che guardi appese nelle sale d'attesa.
Mentre le guardi la tua mente va all'originale, alla purezza dei tratti, alla danza dei colori che si stemperano in sfumature armoniche e danzanti, ti regalano emozioni e ti scaldano l'anima, mentre per degli attimi che ti sembrano eterni di trascinano dentro di essi regalandoti il dono di sentirsi un tutt'uno.
Ecco, quelle voci non ti fanno sentire partecipe, ti lasciano sola nel momento in cui cogli la censura che hanno dato al racconto.
Vorresti non essere in grado di avvertire quel repentino cambio di timbro, di cogliere il gesto spontaneo degli occhi che per un lieve attimo puntano in basso, ma lo fai.
Da quel momento ascolti solo il rumore di quelle voci, lo chiami rumore silenzioso perchè oramai è quasi come non parlasse nessuno.


Potrei lasciare questo racconto in sospeso così senza dire da dov'è nato, però come dicevo ho un problema. il mio problema è essere trasparente e sincera. Non crediate non sono una santa neanche io però mi getterei nel fuoco per le persone a cui tengo, a cui non risparmio critiche, aiuto e comprensione.
Vorrei facessero lo stesso.
Però se tua sorella non ti dice volutamente una cosa importante che ti riguarda personalmente per cui avevi espressamente chiesto informazioni, una tua amica fa finta di non sapere una cosa (del tutto banale) ma prima sonda se sei te a tirarla fuori, ti chiedi che razza di persone ti sono vicine, possibile che l'unica scema ad essere sincera e spontanea sei tu? E se fosse un errore esserlo?
E te lo devi chiedere per forza se poi alla fine ci stai male, mentre gli altri sembrano non fregarsene.



18 commenti:

  1. Cara amica, tu sei una donna fortunata perché essere sincera è un lusso che non tutti possono permettersi. È il privilegio dei re. Gli altri, i meschini, devono camminare rasente i muri guardandosi intorno continuamente come i topi. Sono timorosi e insicuri, ti fissano le labbra mentre parli per carpire le tue parole un attimo prima che vengano dette, hanno bisogno dell'approvazione di tutti, no, mi correggo: solo dei più forti.
    Tu invece cammini a testa alta senza toccare terra con i piedi e senza guardarti dietro: abbi compassione di loro.

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    1. Grazie Bianca, però a volte mi si scava dentro una voragine.
      Forse sbaglio a non far notare loro quanto sia meschino il loro comportamento, mi tengo le bugie facendo finta di crederci...solo perchè non voglio ferire.
      Non troverei nessuna soddisfazione ad umiliarli mettendoli davanti la realtà delle cose...infondo se hanno ritenuto di avere quel comportamento che vuoi che cambi per me dopo?
      Vabbè scusate tutti per lo sfogo

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  2. Io credo che le parole non significhino nulla. Contano solo le azioni, la gente si misura da quello che fa, non da quello che dice. In generale ho notato che alcune persone, sopratutto le donne, faticano a focalizzarsi sui fatti invece che sulle parole o forse sarebbe meglio dire sulle "sensazioni", che di solito per loro sono sinonimi.

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    1. LOrenzo, caro Lorenzo sono in momenti come questo che avrei voluto nascere uomo.

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    2. Ci sono pro e contro in tutte le cose.
      Il mio comunque voleva essere un suggerimento.
      Fatti scivolare addosso parole e "sensazioni", concentrati sui fatti, su quello che la gente fa in concreto.
      Una persona che fa la cosa giusta uguale bene.
      Una persona che fa la cosa sbagliata uguale male.

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  3. qualche volta ci sono buoni motivi per non essere sinceri.... .......
    .........no, non è vero, sto mentendo.

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  4. "Silenzio che ti viene ascoltando la voce di chi ti parla vicino"! Formidabile, complimenti. Avrei voluto scriverla io sta frase.
    Non credo tu in quei casi debba lamentarti della tua sincerità, se gli altri non ci riescono sono cavoli loro, c'entra la consapevolezza di essere veramente soli in questo mondo.
    Dici rispondendo a Lorenzo che avresti in questi casi voluto nascere uomo. Pensi che un uomo sia così superficiale da non sentire il gelo della solitudine?
    Sbagliato: dipende dalla sua sensibilità, dalla forza o debolezza del suo spirito, del suo bagaglio intellettuale, dalla sua intelligenza. Insomma quelli di noi che sono sensibili, colti e intelligenti lo sentono, ma forse anche un barbone, chissà.

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    1. Se vuoi prendi pure quella frase, ma spero che tu non la debba usare mai riferita a te stesso.

      Mi scuso con tutti gli uomini se si è inteso nel mio dire una mancanza di sensibilità da parte loro, il mio voler essere uomo era riferito all'onestà intellettuale di voi di sesso maschile, in cui apprezzo la linearità del ragionamento, se a voi uomini una cosa o una persona piace e lo dite di solito è così, per la maggior parte delle donne dietro a quel mi piace si nasconde falsità

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    2. Pensa che palle per noi uomini che dobbiamo avere a che fare con le donne. Infatti converrebbe essere tutti gay e trovare il modo di riprodurci in un utero artificiale. Ma purtroppo la maggior parte di noi delle donne non riesce a fare a meno.

      Esiste un corollario interessante: siccome le donne sono sempre perse in percorsi mentali tortuosi, gli uomini hanno elaborato la strategia della finzione.

      Consiste nel creare ad arte una fantasia n-dimensionale che faccia contenta la donna, in modo da intortarla e farcela perdere dentro, al fine di raggiungere gli scopi molto più semplici che l'uomo medio persegue.

      E' un lavoraccio, un po' come gli animali che per sopravvivere si mimetizzano da qualcos'altro, tipo l'insetto-foglia o il camaleonte che cambia colore. Solo i migliori, quelli dotati di un talento particolare nella finzione, riescono anche a farselo piacere. Per gli altri è un male necessario.

      La strategia di cui sopra, quando si raggiunge una situazione stabile si tramuta nel celeberrimo "si cara, stai benissimo cara, hai ragione cara, mm-mm" qualsiasi sia l'argomento e la situazione.

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    3. :)
      E noi facciamo finta di crederci

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    4. @Lorenzo. Ma che sei matto? Certi segreti non si rivelano mai!

      @Lillina. Io conosco donne che quando le stai sul gozzo te lo dicono al volo.

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    5. Vincè io sono una di quelle

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  5. ecco sì, anche a me sembra un po' fuori luogo dover ancora cedere ad antipatiche distinzioni tra uomo e donna quanto a sincerità e sensibilità.
    Uomo o donna, ci sta tutto, falsità e meschinità come sincerità e passione.
    Poi però c'avete cmq le tette.
    a me piace questo (narrativamente):
    ...le parole, odi il suono che prendono mentre vengono lasciate andare nell'aria, sono come quelle croste che guardi appese nelle sale d'attesa.
    Mentre le guardi la tua mente va all'originale, alla purezza dei tratti, alla danza dei colori che si stemperano in sfumature armoniche...

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    1. Hombre come dicevo a Vincenzo non intendevo che l'uomo è meno sensibile della donna la questione si risolve prendendo ad esempio la tua frase "poi però c'avete le tette", bella, sincera, spontanea, diretta senza giri di parole senza nascondersi...insomma ho capito da un bel po' che ho la fortuna di avere amici commentatori splendidi.

      Quel pezzo piace anche a me (narrativamente)come anche quei naturali rigonfiamenti anteriori e posteriori dei vostri calzoni.

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    2. Io non capisco cosa ci sia di buono nel concetto falso e risibile della "sensibilità". Come ho detto, la gente, uomini e donne, si misura dalle azioni. L'idea del pirata dall'animo sensibile, che di giorno taglia gole e di sera diventa poeta e menestrello appartiene solo alle n-dimensioni fasulle di cui sopra. Cosi come l'altra parte della fantasia, quella de "io ti salverò".

      A proposito degli amici: timeo Danaos et dona ferentes.

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    3. Lorè che vuoi dire devo guardarmi da te? :)

      Per gli altri no problem per ora non mi hanno regalato nessun cavallo

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  6. Mettiamola cosi: è pieno di gente che ti lascia cavalli di legno davanti la porta. Ocio.

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    1. Porca troia, devo rifarmi gli occhiali....non ho visto nessun cavallo.

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Ho messo la moderazione non per censurarvi, ma solo perchè voglio essere la prima a leggere i vostri commenti una sorta di ius primae noctis.
L'ho messa anche perchè siccome non controllo quasi mai le mail, se qualcuno vuole mandarmi un messaggio privato ha la certezza che lo legga, nell'altro caso a volte passa pure un mese prima di...
Ciao a tutti, se non vi piace sappiate che a me non importa un fico secco.