io vivo in un mondo pieno di gente che finge di essere quella che non è, ma quando parlo con te sono come voglio essere

martedì 6 novembre 2012

Qui Houston

Oggi ho avuto il primo consiglio di classe a scuola.
È iniziato un po' più tardi del previsto perchè il preside e il coordinatore di classe erano impegnati a guardare RAI 3.
Non pensate male il motivo era più che valido, lasciatemi dire che sono orgogliosa della scuola scelta per i miei figli  vedete qua, prima scuola non americana a partecipare ad un progetto nasa

14 commenti:

  1. Quindi adesso sanno pure negli Stati Uniti che avete un professore che vi fa comprare i libri di testo sbagliati? :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Shhhhh questo lo abbiamo opportunamente taciuto

      Elimina
  2. Ullallà, sempre più in alto...
    Però, che bella scuola!
    Quasi quasi mi iscrivo come privatista, chè ho sempre voluto fare l'astronauta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se te la senti a riprendere in mano i libri di fisica, prego iscriviti, nel caso ti prometto che almeno una volta la settimana ti porto la merenda a ricreazione (il resto dei giorni meglio che la salti, hai un età e devi tenere sotto controllo il peso altrimenti non voli :D)

      Elimina
    2. Eccco, io contavo proprio di fare la prova-peso in condizioni di gravità ridotta.

      Elimina
  3. Bel colpo! Ma non credo che fosse questa la scuola dove i prof 'giocano' con i libri; questi 'giocano' con ben altre cose e non posso credere che abbiano tempo e voglia di pensare agli interessi delle case editrici.
    Dimmi che penso giusto.
    Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pietro, nessuno è perfetto

      Facendo un bilancio direi che nonostante le pecche la scuola merita, e la questione libri come sai è stata risolta.

      Ieri il preside, ha presenziato al consiglio di classe, cosa mai successa nella mia lunga esperienza di rappresentante in questa e in altre scuole, come ho detto è nuovo in questo istituto, ha cambiato varie cose in meglio, ed ha le palle, ieri ha fatto un cazziatone al corpo insegnanti, sottolineando che le regole prima di imporle e farle rispettare agli alunni devono essere loro ad applicarle, e questo perchè la mattina aveva visto fuori dall'aula quattro ragazzi contemporaneamente, quando per regolamento devono uscire uno alla volta, qualsiasi sia la loro necessità.

      Elimina
    2. Unica, come già detto. Come consigliera, adocchia un angolo in vista: per quando sarà la sua ora, in quell'angolo fategli un monumento, o almeno un busto, o almeno una targa...
      Ciao, finalmente una nota positiva in un territorio notoriamente negativo.

      Elimina
  4. Vero: una nota positiva da un territorio notoriamente negativo, era ora complimenti a chi ha avuto l'idea e chi la porta avanti.

    RispondiElimina
  5. Io andavo a scuola in un complesso sito in un ex-residence, un palazzo di sei piani. Il mio Liceo era sito al quinto e sesto piano, gli altri quattro erano occupati da un ITIS.
    Praticamente erano due mondi a parte, tipo la civiltà sopravvissuta alla guerra nucleare (noi) sotto la bolla e fuori i mutanti vestiti come il film "Mad Max" con la bava alla bocca (quelli dell'ITIS).
    Una cosa gli invidiavamo però, c'era molta più fagiana all'ITIS.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per fortuna i tempi cambiano.

      A quelli delle scuole private voi come apparivate? Mi piacciono i tuoi paragoni di ex liceale orgoglioso di appartenere ad una casta superiore.

      Sulla fagiana spero poi che in seguito ti sei rifatto.

      Elimina
    2. Si i tempi cambiano, non ho proprio idea di come sia la scuola dopo tutte le pseudo-riforme che si sono succedute negli anni.

      Dove vivo io non esistono o non esistevano scuole private. Qui è periferia industriale di Milano, i miei compagni di scuola erano tutti figli di operai, impiegati e commercianti. Non c'era nessuno col papi e la fabbrichetta. Volendo c'erano i salesiani fino alle medie e un collegio. Ma siccome la gente era la stessa, cioè gli stessi operai e impiegati, non esisteva differenza sensibile.

      Apro una parentesi: io non sono contrario al "privato" per principio, anzi. Se agli Italiani venisse dato in mano lo stipendio lordo e potessero poi scegliere i servizi di cui usufruire in un mercato concorrenziale, sarebbe molto ma molto meglio per tutti. Un esempio è la Sanità. Qui in Lombardia ci sono ospedali pubblici e cliniche private che operano entrambi per il Servizio Sanitario, le seconde in regime di convenzione. Per cui puoi decidere se andare di qui o di la. Ovviamente in tutte le cose umane trovi sempre l'incompetente e il farabutto di turno ma non vedo il senso dello "statalismo monolitico" di stampo sovietico. Lo Stato deve fungere da garante, poi a parità di costo te scegli chi ti offre il servizio migliore.

      Invece ho la chiara percezione che lo "statalismo monolitico" serva a chi ci si vuole nascondere dentro/dietro. Tenendo accuratamente separate le due cose si può andare nelle due direzioni, per esempio facendo in modo che gli ospedali pubblici siano dei carrozzoni mangia soldi dove ci lasci le penne e nello stesso tempo obbligando la gente a rivolgersi alle cliniche private, pagando di tasca propria, per avere un servizio decente.

      Fine parentesi.
      Il discorso dell'orgoglio liceale ai tempi era semplicemente un dato di fatto. Adesso non so ma ai miei tempi parlavamo in maniera diversa, ci vestivamo in maniera diversa, facevamo cose diverse.
      Voglio dire, la mia città era nota per essere uno dei pochi Comuni, forse l'unico, ad avere rappresentate minoranze di tutte le altre città d'Italia ma la maggioranza degli abitanti erano originari di Mazzarino in Sicilia e San Severo in Puglia.
      I ragazzi quindi venivano da famiglie dove si parlava il dialetto e i genitori spesso avevano una istruzione modesta.
      Chi sopravviveva al Liceo però parlava in italiano mentre all'ITIS parlavano come Abatantuono di "eccezionale veramente". E quando dico "chi sopravviveva" intendo che bisognava farsi abbastanza il culo, scusa il francesismo.

      Elimina
    3. Hai aperto una parentesi molto interessante, condivido il tuo ragionamento niente da obiettare.

      Sulla tua spiegazione ci sarebbe molto da dire, ma mi limito a dire che magari dietro a quei dialetti (penso che anche tu ne abbia uno, che lo usi o meno non importa) ci fossero solo gli stessi ragazzi chi più chi meno intelligenti o portati allo studio, che usciti alla fine del loro percorso formativo hanno portato nascosto dietro al loro dialetto una buona dose di padronanza della lingua italiana, a volte non usare la stessa lingua di chi in un certo modo si sente superiore è una forma di difesa.
      Non posso credere che tutti gli studenti del itis di allora siano rimasti degli emeriti ignoranti almeno non più dei liceali che non si facevano il culo sui libri.

      Elimina
    4. I liceali che non si facevano il culo venivano eliminati e andavano all'ITIS. Era un meccanismo darwiniano.

      Andare all'ITIS non era una condanna senza appello all'ignoranza, certo. Ma ai quei tempi era una combinazione di fattori che aiutava in quella direzione.

      Io non penso che, fatti salvi casi eccezionali, esistano differenze di "intelligenza" tra un ragazzo e un altro.

      Penso invece che la differenza alla fine la faccia il caso, la fortuna, di nascere e crescere in un certo ambiente piuttosto che un altro.

      E non è tanto o solo una questione di quello che l'ambiente ti passa come "dotazione", quanto di valori e motivazione. Un genitore può non avere studiato ma essere presente nella vita dei figli ed avere una influenza positiva, un altro può avere due lauree e non esserci mai. Poi anche essere genitori non è per niente facile per cui ognuno fa del suo meglio.

      Un altro fattore che ha molta importanza per i ragazzi sono le amicizie. Hanno bisogno di approvazione e la trovano nel conformismo. A quel punto è ancora questione di fortuna nel trovare gli amici giusti e di capacità di sceglierseli.

      Elimina

Ho messo la moderazione non per censurarvi, ma solo perchè voglio essere la prima a leggere i vostri commenti una sorta di ius primae noctis.
L'ho messa anche perchè siccome non controllo quasi mai le mail, se qualcuno vuole mandarmi un messaggio privato ha la certezza che lo legga, nell'altro caso a volte passa pure un mese prima di...
Ciao a tutti, se non vi piace sappiate che a me non importa un fico secco.